Una gestione arbitrale non allāaltezza ha accompagnato il pareggio per 1-1 tra Como e Cremonese, andato in scena allo stadio “Sinigaglia” ieri pomeriggio. A finire al centro delle critiche ĆØ il direttore di gara Marco Di Bello, reo di una conduzione incerta, caratterizzata da ritardi nel fischiare, decisioni influenzate dalle proteste e scarsa autorevolezza nel controllo della partita.
Il match, acceso e ricco di duelli, ha visto ben 33 falli sanzionati, equamente distribuiti tra le due squadre: 17 per il Como e 16 per la Cremonese. A questi si aggiungono sette cartellini gialli, tre dei quali indirizzati ai padroni di casa e quattro agli ospiti.
Analizzando gli episodi da ammonizione il primo giallo al 9° a Baschirotto per una netta trattenuta su Douvikas: decisione corretta. Il secondo al 29° per Perrone che alza troppo la gamba in mediana. Più di un dubbio invece al 33° per l’ammonizione a Jacobo Ramon: l’intervento in scivolata, per quanto irruento, ĆØ direttamente sul pallone. A inizio ripresa giallo a Payero che stende il capitano lariano Da Cunha che se ne era andato via in dribbling a centrocampo. All’85° altro errore di Di Bello: ammonito Floriani Mussolini per una presunta scivolata su Alex Valle, ma anche in questo caso l’intervento dell’esterno grigiorosso era completamente sul pallone. Nel finale gialli poco comprensibili anche per Sanabria e Da Cunha.
Tuttavia, lāepisodio che più ha fatto discutere ĆØ arrivato allā82° minuto, con l’espulsione diretta di Jesus Rodriguez, un provvedimento che ha sollevato più di una perplessitĆ . Il contatto incriminato tra Rodriguez e Terracciano avviene a gioco lontano, e inizialmente sembra limitarsi a una manata al petto. Lāarbitro, posizionato lontano dallāazione, non nota nulla in diretta, ma viene successivamente richiamato al monitor dal VAR. Dopo la revisione, Di Bello opta per il cartellino rosso, motivato da un presunto calcio dellāattaccante del Como, come spiegato dallo stesso direttore di gara nellāannuncio ufficiale.
Tuttavia, le immagini non forniscono certezze sullāintensitĆ del gesto. Mentre tutti si concentrano sulla manata, Terracciano si tiene la gola, un dettaglio che crea ulteriore confusione e alimenta i dubbi sullāeffettiva dinamica del contatto. Rivedendo lāepisodio, il gesto di Rodriguez avrebbe potuto al massimo giustificare unāammonizione, ma non unāespulsione diretta, soprattutto in assenza di un colpo violento o di evidente condotta antisportiva.
Non ĆØ stato lāunico momento contestato del pomeriggio comasco. Anche un intervento di Baschirotto su Morata ĆØ finito sotto la lente dāingrandimento. Il difensore della Cremonese, in una fase di gioco fuori area, si ĆØ reso protagonista di una sbracciata pericolosa, che non ha avuto conseguenze disciplinari, ma rappresentava un rischio evidente: se rilevato diversamente dallāarbitro o dal VAR, avrebbe potuto cambiare lāinerzia dellāincontro.
Nel complesso, la prestazione di Di Bello ĆØ apparsa discontinua e poco autorevole. Numerosi fischi in ritardo, unāeccessiva attenzione alle proteste dei giocatori e una gestione non uniforme dei contatti fisici hanno contribuito a un clima di nervosismo in campo, culminato con lāepisodio dellāespulsione. In una gara sentita come un derby, la mancanza di polso da parte dellāarbitro ha inciso negativamente sulla fluiditĆ del gioco e sulla percezione di equitĆ da parte dei protagonisti in campo.
Per questa serie di motivazioni la Redazione di CalcioComo assegna un voto di 5 in pagella all’arbitro Di Bello per la sua direzione di ieri pomeriggio di Como-Cremonese 1-1 allo stadio “Sinigaglia“.

