Se chi scrive fosse una mosca, ieri si sarebbe intrufolato nello spogliatoio del Como per sbirciare sguardi e parole intercorsi tra Cesc Fabregas e Assane Diao.
Registriamo i fatti. Innanzitutto la sostituzione all’intervallo dopo la prova insipida e anche un po’ indolente del senegalese nel primo tempo. Ci sta, tutto normale, a 20 anni la costanza è merce rara: non tutti sono Nico Paz. Però parliamo di un ragazzo rimasto fuori diversi mesi a cui l’allenatore ha subito restituito massima fiducia: ci si aspetterebbe una gratitudine e una voglia di spaccare il mondo che il Sinigaglia non ha visto.
Facciamo anche un passo indietro. Il giorno prima di Como-Cagliari erano arrivate dichiarazioni forti da parte di Fabregas. Dirette teoricamente sia a Diao che a Perrone, “colpevoli” di essere pronti ad andare in nazionale nonostante i recenti problemi fisici. “Ho la mia idea. Non voglio entrare nell’argomento oggi, lo farò coi ragazzi domani dopo la partita. Ho parlato coi CT, ma anche i giocatori devono prendersi responsabilità…“: così ha parlato il catalano.
Cesc ce l’aveva con entrambi i giocatori al 50 e 50? Difficile. Le situazioni sono diverse. Perrone è stato chiamato dall’Argentina, oltretutto per la seconda volta in carriera: chi mai rifiuterebbe per un fastidio muscolare? Il caso di Assane è differente. Innanzitutto viene da tanti mesi di inattività. Sta meglio, sì, ma ha ancora bisogno di tanto lavoro. E soprattutto partirà con la nazionale senegalese anche il mese prossimo, per un mese. Se noi fossimo nei panni di Fabregas, penseremmo: “Ok la Coppa d’Africa, ma almeno ‘ste due amichevoli potresti risparmiartele per stare qua a riprenderti bene. Se poi mi giochi pure svogliato la partita prima, allora mi girano…”
Ma forse non bisogna prendersela solo con Diao. Mettiamoci nei suoi panni: è difficile dire di no al CT a poche settimane da un torneo importante e a pochi mesi dal Mondiale. La colpa vera è della FIFA: già stona che la Coppa d’Africa si svolga durante la stagione dei club, ma è ancor più assurdo permettere alle nazionali africane di organizzare amichevoli un mese prima. Fai la Coppa d’Africa a dicembre? Ok, ma a novembre lasci tranquilli i giocatori ad allenarsi col proprio club. Manca il buon senso.



Un po’ di panchina gli farebbe bene,e dentro altri al suo posto
Pensando poi che lo abbiano preso che era spagnolo ..
Comunque si sapeva già quest’estate che sarebbe andata così. Solo i giocatori dell’Inter trovano sempre una scusa per non andare in nazionale
Probabilmente ha voluto “salvare” la gamba per la nazionale , però è più facile gettare là croce addosso a Morata…
Per due amichevoli ???? Non lasciatelo partire !
Colpa del giocatore…punto!!!! Sa’ che torna da un infortunio…sa’ che deve recuperare la firma fisica..sa’ come se sa ‘ che lo stipendio lo prende dal calcio como.