Doriano Pozzato, uno dei giocatori più amati della storia del Como, ha condiviso con i colleghi de La Provincia alcune riflessioni sulla sua carriera e sul suo amore per il calcio. Ospite nella sede della redazione del quotidiano ha risposto alle domande postegli dal collega Nicola Nenci di cui vi forniamo un estratto.
In particolare, Pozzato ha sottolineato il suo legame con il Como, la sua squadra del cuore. “Sono un tifoso del Como, ovviamente. Ma fin da ragazzo sono stato anche un grande fan della Juventus“, ha dichiarato.
L’ex centrocampista ha aggiunto di aver visto due partite del Como al ‘Sinigaglia‘ lo scorso anno, una contro il Parma e una contro il Verona, mentre quest’anno non ha ancora avuto l’opportunità di andare allo stadio, ma segue comunque la squadra in televisione. “Il Como gioca veramente bene, è un bel vedere“, ha commentato con affetto.
Il ricordo di Como-Juve del 1975
Uno dei momenti più emozionanti della sua carriera risale alla storica partita tra Como e Juventus del 1975. “Ricordo come fosse ieri la partita contro la Juve sotto la pioggia, finita 2-2. Fu la partita della famosa bestemmia di Correnti, che venne sanzionata dall’arbitro e portò alla punizione con cui la Juve pareggiò al 90’. Per me, juventino, giocare la prima partita in casa proprio contro i bianconeri fu una magia“, ha raccontato Pozzato.
Il giocatore ha poi ricordato il suo gol del 2-1, segnato di testa su un cross di Fontolan, una rete che rimarrà per sempre nel cuore dei tifosi del Como. “Segnai contro il grande Zoff, e non fu l’unica volta. Gli feci gol anche al ritorno e successivamente con la maglia del Bologna. Ci siamo scherzati sopra quando ci siamo incontrati di nuovo“, ha aggiunto con un sorriso.
Lo stadio più bello: il Sinigaglia
Pozzato non ha avuto dubbi quando gli è stato chiesto qual è stato lo stadio più bello in cui ha giocato. “Il Sinigaglia, senza dubbio. San Siro è spettacolare, ma quel Sinigaglia aveva un fascino tutto suo, sembrava una cartolina. Inoltre, ricordo con affetto le partite di calcio tennis che facevamo dietro la porta durante gli allenamenti. Quei momenti spensierati sono indimenticabili“, ha dichiarato il leggendario centrocampista, visibilmente emozionato nel rivivere quei ricordi.
Il ruolo in campo: un centrocampista tuttofare
Pozzato ha poi parlato del suo ruolo in campo. “Ero un centrocampista, un tuttocampista. Mi trovavo meglio dalla cintola in su, spesso mi ritrovavo a concludere e ho segnato anche parecchi gol. Ma non disdegnavo nemmeno il lavoro di filtro. Ho giocato con il numero 10, 11, 9… Come si dice adesso? Falso nove, eh! Forse avrei fatto comodo anche io a Fabregas“, ha scherzato Pozzato, dimostrando ancora oggi un sorriso contagioso e una passione per il calcio che non si è mai spenta.
Un cuore sempre azzurro
Oggi, Doriano Pozzato continua a vivere con affetto il suo legame con il Como, una squadra che gli ha dato tanto e a cui ha restituito una carriera di sacrifici e successi. I suoi ricordi sono preziosi per tutti i tifosi azzurri e per le generazioni che continuano a seguire il Como. Un’icona che ha segnato un’epoca e che continua a essere un simbolo.
Photo credits: Il Museo del Como


Gran bel giocatore