In casa Como tiene banco il caso Assane Diao. Che tra un mese potrebbe ritrovarsi in Coppa d’Africa dopo aver giocato appena quattro/cinque partite ufficiali col suo club nei precedenti otto mesi, per infortunio. Una situazione che ha spinto Cesc Fabregas a dire frasi molto forti, mentre la Federazione senegalese si è difesa. Abbiamo chiesto un’opinione a chi può avere un’opinione trasversale in merito, avendo vissuto per due volte la Coppa d’Africa (2006 e 2008 con la Nigeria) ma avendo anche giocato in Champions League e pure al Como. Stephen Makinwa, ex biancoblu nella stagione 2003-2004 e ora procuratore di calciatori, ha parlato in esclusiva a CalcioComo.it proprio di questo.
Makinwa, il caso Diao riaccende il dibattito. Da una parte la Coppa d’Africa, dall’altra gli interessi dei club. Lei come la vede?
“Per noi la Coppa d’Africa è importante quasi quanto il Mondiale. Rappresentare il proprio paese è una cosa che penso tutti vogliano fare. Dall’altra parte capisco Fabregas: dopo tanti infortuni è normale che sia importante desiderare la guarigione del ragazzo. Ma se la Nazionale chiama lui deve rispondere. Se sta bene, deve andare per forza. Fabregas ha giocato in Nazionale e può capire. Ci sono anche delle regole FIFA: non solo il Como non può dire di no, ma anche il calciatore non ha diritto a rifiutare la convocazione giocando per il proprio club durante la Coppa d’Africa. La Federazione potrebbe chiedere il parere di un medico e teoricamente potrebbero anche esserci delle punizioni per il giocatore. Poi se il giocatore ha un buon rapporto con qualcuno in Federazione, può far capire la situazione e trovare un accordo. Se no è complicato”.
Se Diao andasse allo strappo e giocasse col Como durante la sosta, rischierebbe anche di essere tagliato fuori dal prossimo Mondiale?
“E’ possibile, il rischio c’è“.

Il problema forse è causato dal calendario, con la Coppa d’Africa collocata durante i campionati. C’è una soluzione a questo?
“Secondo me sì. E’ vero che in Africa fa caldo d’estate, ma non fa caldo come in Qatar. E la differenza con l’inverno non è così grande. Poi ovviamente dipende dalla zona, ma in generale è così. Forse per il calendario dei campionati africani è meglio giocare a gennaio, o forse il problema è che in Africa l’estate è la stagione delle piogge. Un altro problema potrebbe essere la contemporaneità coi Mondiali, visto che la Coppa d’Africa si gioca ogni due anni: così si può giocare la Coppa d’Africa d’inverno e il Mondiale qualche mese dopo. Però penso che un modo si potrebbe trovare, anche perché ormai gran parte dei giocatori gioca in Europa: non capisco perché non trovano una soluzione“.

