Mattinata di conferenza stampa per Cesc Fabregas, i cui contenuti sono stati riportati da Lariosport. A un giorno dalla partita contro la Juventus, il tecnico spagnolo è partito ringraziando i giocatori appena ceduti: “Hanno dato tanto, sono andati via più giocatori di quelli che pensavo e per me è una sconfitta personale“. Ne sono arrivati tanti altri: “E’ una sfida anche per me. Tutti si devono riadattare, iniziare da capo. In estate all’ultimo giorno di mercato sono arrivati in sette, ora di nuovo. Per questo portiamo giocatori pronti per inserirsi sin da subito. Sento che siamo un gruppo forte. Non parlo di famiglia ora, che va ricreata dopo il mercato. Ma vedo talento e qualità, chi entra e chi inizia sono sullo stesso livello. L’ideale sarebbe stato prendere un centrale, ma quello di gennaio è un mercato complicato. Sia Vojvoda che Smolcic possono essere adattati, ma serve lavorare soprattutto con Dossena e Goldaniga, con i centrali che già abbiamo“.
Occhi puntati ovviamente alla partita contro la Juventus, a partire da chi sarà disponibile e chi no: “Gabrielloni, Kempf e Moreno speriamo di averli col Napoli. Sergi Roberto torna a Roma. Vojvoda è infortunato, 2-3 settimane ci vogliono. Azon era un acquisto previsto per per l’estate, ma ha un infortunio al polpaccio lungo da gestire, circa sei settimane: abbiamo deciso di farlo arrivare prima per curarlo e farlo abituare al nostro sistema di gioco. Van der Brempt ritorna, non per giocare tutta la partita, ma uno spezzone“. E sull’avversario bianconero: “La storia è storia e la Juventus è una società incredibile. Vedo una squadra forte e un mister con grandi idee e io cerco di prendere dettagli da ciò che fa Thiago, perché da lui si può attingere. Ma diamo battaglia indipendentemente dai nomi. Vogliamo rendere la vita difficile a tutti“.
Una considerazione anche sul progetto in generale: “In estate il 90% della squadra è pronta per il futuro, solo pochi movimenti. E da lì si riparte per creare un nuovo gruppo, per tanti anni, con mentalità e idee. Ribadisco, se andiamo in B c’è un progetto, ovviamente speriamo di no, perché crediamo nella salvezza e nei giocatori. L’anno scorso si voleva creare uno stile di gioco che piace alla città e ai tifosi da portare avanti. Non è arroganza, è una promessa su indicazione della società. Bella città, bel calcio. Io avevo responsabilità di tutto questo. L’altra promessa era portare la squadra in A in due anni, ci siamo riusciti in pochi mesi. Altra esigenza, ringiovanire, ed è stato fatto. Io ho un contratto di quattro anni, significa che il progetto è di quattro anni”.
Battute su alcuni singoli:
Ikoné – “E’ diverso da Fadera, è più un esterno puro, secondo me è molto forte, ha un talento importante. Credo di poterlo aiutare. Se ha capito il messaggio, se torna l’Ikonè che io conosco, sarà una grande scoperta“.
Smolcic – “Potrebbe esserci dall’inizio“.
Douvikas – “E’ pronto. Conosciamo il giocatore, in area sa fare gol e ha tanta fame. Ha una percentuale alta di realizzazione. È alto e forte, deve migliorare con la palla al piede, ma ha un bel timing nell’attacco della profondità“.
Dele Alli – “Sa che deve prendersi 4 mesi per potersi riadattare al calcio professionistico. Ora si allena a parte, tra una decina di giorni sarà aggregato al gruppo. Ha un obiettivo in mente e ci crede. Ha fuoco e fame, vediamo se il suo corpo lo supporterà“.
Fadera – “Lui con me ha sempre giocato, ed è questo che conta. Abbiamo trovato la sua posizione ideale, aiuta tanto in difesa. La ripartenza la fa molto bene, deve migliorare la parte finale, può segnare e fare più assist. Magari, con più opzioni, gli può far bene”.


