Stavolta può sorridere Cesc Fabregas, che ai microfoni di DAZN ha commentato così la vittoria di Firenze (2-1): “A volte abbiamo anche troppo coraggio, nei primi cinque minuti loro venivano a pressare alti e forse non era il momento giusto per creare certe situazioni e bisognava sfruttare il gioco lungo e diretto. Dobbiamo imparare un po’ a leggere i momenti, ma dopo il 30′ abbiamo fatto una grande gara. Sono contento ma dobbiamo continuare a migliorare. Stiamo difendendo molto bene su palla inattiva. In B abbiamo fatto tanti gol da palla ferma. Offensivamente oggi meritavamo di segnare in gioco aperto ma è importante anche trovare il gol così. Abbiamo tanti difensori che possono segnare: Jacobo può farne 3/4. Già da gennaio scorso abbiamo puntato su giocatori giovani, mi piace, credo nella mentalità e nei giocatori di personalità. Oggi guardavo un documentario su Italia ’90, c’erano tantissimi giocatori di qualità, oggi questa cosa si è persa un po’. Sono il primo a cercare talenti italiani e a chiedere questo agli scout. Ci sono gli italiani forti e sono pronto a formarli. In Primavera ne abbiamo presi tanti, vogliamo formarli dai 15/16 anni”.
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Sulla stessa falsariga ma con altre sfumature le sue parole a Sky: “Mi è piaciuta la squadra dopo il 30’. Abbiamo iniziato male, prendendo il gol. Dopo ci siamo fatti prendere un po’ dal nervosismo, ma è normale. Poi la squadra si è messa a posto e ha iniziato a giocare con serenità. Abbiamo fatto una partita completa, importante. Dobbiamo continuare così. Merito della società, che li ha comprati, e un po’ anche mio, che li metto in campo. Crediamo in questo tipo di giocatori, la qualità deve fare la differenza. L’ultima palla della partita andava portata al corner, questi ragazzi devono ancora imparare tante cose. Scelgo il centrocampo a seconda della struttura dell’avversario. L’anno scorso con Sergi e Perrone avevamo un livello altissimo, poi si infortunarono e cambiammo. Oggi dal 30’ in poi, quando abbiamo iniziato a giocare il nostro calcio, si è visto un centrocampo veramente importante. Cambi? Ho sempre un piano B e anche C. Provo sempre a pensare partita per partita. Gli esterni ad esempio, li ruoto in base alle loro caratteristiche. Siamo preparati per giocare partite diverse. Abbiamo speso tanti soldi. In Italia non è facile giocare in modo pulito, le squadre pressano e ti marcano uomo a uomo. Ci sono tanti duelli, chi ne vince di più vince quasi sempre la partita. Abbiamo mostrato un buon livello, con tanti ragazzi giovani. Dobbiamo costruire oggi per raccogliere i frutti domani”.
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