Fabregas: “La Fiorentina proverà a vincere. Il cambio di Paz? Io non ho mai paura…”

Conferenza stampa ricca di spunti per il tecnico. Per esempio sui calendari: "Non c'è una programmazione chiara". E su sé stesso: "Mi sento italiano"

Alla vigilia di Como-Fiorentina Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa illustrando le sue sensazioni a pochi giorni dal passaggio del turno in Coppa Italia a Napoli. Questi i contenuti salienti:

IL SUCCESSO DI NAPOLI – “Merito di tutti. Avere qualche giorno di tempo per prepararla dà la possibilità di lavorare su certe dinamiche. Visto che nel calcio ti studiano e ogni dettaglio conta, cerchiamo di fare anche cose diverse. Durante i rigori sentivo un’energia, tutti coinvolti, anche chi era fuori. Vigorito e Tornqvist vicini a Butez per dargli coraggio e informazioni. Bello vedere questa crescita. Non sono mai soddisfatto di me stesso, ma sono contento perché vedo che si sta creando qualcosa di speciale“.

PAZ TOLTO PRIMA DEI RIGORI – “Baturina stava giocando una grandissima partita. Ho voluto finire a cinque dietro con Vojvoda. Io non ho mai paura, non toglierei Nico per paura neanche se sbagliasse dieci rigori. Se dovrà giocare al Real, dovrà vivere con quest’etichetta e la pressione adddosso. Smolcic non aveva mai tirato un rigore nella sua vita, se non in allenamento“.

LA FIORENTINA – “Grande squadra, società molto importante, è sempre stata storica anche per noi spagnoli. E’ una sorpresa vederla in quella posizione, 9/10 titolari hanno fatto un campionato bellissimo la scorsa stagione. La linea tra il vincere e il perdere è sottile. Hanno investito molto sia sul mercato che nelle strutture. Proveremo a vincerla, è importantissima. Rispetto alla partita di Coppa Italia ci sono stati tanti cambiamenti”.

INFORTUNATI – “Tutti disponibili a parte Goldaniga e Diao, che hanno iniziato a lavorare a parte. Diao potrebbe recuperare per la partita col Lecce o per la semifinale di Coppa“.

BATURINA – “Alcuni si adattano subito, ad altri serve più tempo per tanti motivi. Per me è una mezzala o un trequartista, non avrei pensato che esplodesse da esterno, bravo lui ad adattarsi e bravo lo staff ad aiutare il giocatore a sentirsi a suo agio. Neanche lui si aspettava di essere questo giocatore ora, voglio che tutti sappiano fare tutto un po’ come Vojvoda. In questo momento Martin è decisivo“.

LAHDO – “Lo seguivamo da un anno e mezzo. E’ un talento top, è preparato per giocare, si allena con noi ma è giovanissimo. A me non frega molto dell’età, ma deve capire tantissime cose prima di essere preparatissimo per subentrare tutte le partite. Calma. E’ una mezzala, un Da Cunha, un Sergi Roberto, box to box, transizione difensiva, ha passaggio e conduzione, è molto completo. Ha fatto un po’ di ‘ritiro’ a Marbella visto che era fermo“.

MORATA – “Due giorni prima di Napoli ha sentito qualcosa dopo l’adduttore, era convinto di poter giocare ma non abbiamo preso rischi. Negli ultimi due giorni comunque si è allenato”.

CALENDARI – “Capisco sia difficile organizzarli, però non c’è una programmazione chiara e questo è disturbante. Non è il mio lavoro, io penso alla partita di domani. Però mi piacerebbe sapere tutto 2/3 mesi in anticipo e mi piacerebbe che non ci fossero diversità nei giorni di recupero, perché nel calcio di oggi anche 24 ore fanno la differenza“.

TEDOFORO – “E’ stato un grandissimo piacere, non mi aspettavo tanta gente, succede una volta nella vita ma lo rifarei, davvero bello, più emozionante di quel che mi aspettavo. Poi con la gente di Como… Io ho sempre viaggiato e mi sento cittadino del mondo. Se sono a Como, mi sento italiano e il vostro calcio è anche il mio. Se un giorno lavorassi in Russia sarebbe la stessa cosa. Mi piace imparare la lingua, la storia, sentire tutto mio per lavorare con più passione“.

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Vaya

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