Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa a Mozzate alla vigilia della partita contro il Milan. Queste le sue parole più significative.
IL MILAN – “Partita incredibilmente importante. È un onore ospitare un club come il Milan. Vogliamo vincere. Per noi giocare partite del genere è molto importante perché ci abituiamo a sostenere esami ogni tre giorni. I ragazzi si stanno abituando. Il Milan ha giocatori impressionanti, la lista è lunghissima. Anche se non l’ho inserito tra le favorite per il campionato, è comunque fortissimo e dipenderà da loro quale traguardi raggiungeranno. Dobbiamo essere il Como più forte se vogliamo vincere. Dovremo proteggere sia le fasce che l’interno. Dobbiamo fare la nostra partita, senza tanto tempo per allenarci. C’è molto più video, che deve servirci a trovare gli spazi giusti“.
I PRECEDENTI DELL’ANNO SCORSO – “Hanno cambiato gioco, la maniera di pressare, a centrocampo hanno profili diversi. Pulisic sta tornando il giocatore determinante che ho conosciuto al Chelsea. Senza coraggio e idee chiare, contro un avversario così è meglio non iniziare neanche la partita. Abbassarci un po’? Con l’Udinese abbiamo concesso un tiro, col Bologna due, col Lecce pochissimo, col Pisa qualcosa in più, però nonostante la nostra aggressività subiamo poco. Magari quelle poche occasioni sono grandi, ma vale per ogni squadra che fa pressing alto. Fare il blocco basso toglie convinzione al gruppo, aumenta la paura e poi non garantisce di non subire occasioni: un rimpallo, un tocco di mano… Io guardo alla lunga cosa dà di più, non la singola partita. Ogni sera mi chiedo: ‘Come voglio perdere domani?’“.
ALLEGRI – “Per me la cosa più importante è la partita tra Como e Milan. In panchina sarà Serie B contro Champions, perché lui ha già dimostrato tantissimo mentre io non ho ancora fatto niente. Non c’è paragone“.
MODRIC GLI FA VENIRE VOGLIA DI GIOCARE? – “No, sono felicissimo con la scelta che ho fatto e con la carriera che ho avuto. Con Modric abbiamo giocato contro per la prima volta in un preliminare di Champions, Arsenal-Dinamo Zagabria. Feci due gol. Non lo conosco benissimo personalmente, mi hanno parlato di lui ma si vedono la sua umiltà e il suo atteggiamento. Ancora oggi fa la differenza. Le prime partite giocava da solo. Ora ovviamente gli altri allenatori gli prendono le misure“.
TURNOVER – “Non lo so, vediamo. Nulla è deciso. E comunque non è questa la cosa più importante. L’importante è che la squadra capisca l’importanza della partita“.
LA SCELTA DEI TERZINI – “Devono correre, quindi devo vedere chi sta bene. Io aspetto tutti. Prendi Braunoder: in B non vedevo in allenamento il momento giusto. Poi quando l’ho visto, l’ho buttato dentro e ci ha sbloccato la stagione. Moreno a un certo punto non lo vedevo, mentre Valle stava benissimo. Poi ho visto che ci serviva più palleggio, Alberto ha fatto bene e ora mi sento libero di metterlo in ogni partita”.
QUANTO CORRIAMO? – “Nella classifica dei chilometri percorsi in totale il Napoli è nettamente primo e noi abbiamo numeri abbastanza base. Ma in accelerazione, sprint, decelerazione, scatti ad alta intensità siamo molto in alto. Ma dipende dallo stile di gioco: avendo tanto il possesso, la distanza totale che percorriamo è minore. Quando poi perdiamo palla andiamo forte in pressione, poi puntiamo l’uomo sulla fascia, la sovrapposizione del terzino…”
MERCATO – “In questo momento niente, né in entrata né in uscita. Vediamo. Bisogna sempre vedere il positivo. Ci sono mancati dei giocatori ma abbiamo vinto anche senza di loro. Nelle difficoltà, devi fare un click mentale e andare oltre. Magari senza infortuni, Baturina non sarebbe entrato col Bologna… Il mercato è sempre difficile. Per noi è molto importante avere gente focalizzata. Dobbiamo essere molto attenti a non portare gente che fa casino in spogliatoio o a non creare malumori in chi è già qui, attenzione… Meglio essere in pochi ma tutti dentro, e al momento siamo un gruppo convinto, che non tanti e qualcuno si sente fuori. Comunque siamo concentrati sulle tante partite“.
BERNARDO SILVA E GHEDJEMIS – “In futuro la nostra filosofia sarà di andare su gente giovane, e sempre meno su gente oltre i 31 anni, però non è detto che non capiti mai, se c’è l’opportunità. E se si può prendere un grande giocatore, perché no. Però ci serve gente affamata“.

BATURINA – “Non è arrivata nessuna richiesta dalla Premier, niente di niente“.
VAN DER BREMPT – “Bisognava trovare il momento giusto per ributtarlo dentro dopo i problemi fisici. La gestione del giocatore non si può spiegare, sono anche sensazioni mie“.
INFORTUNI – “Diao domani esce dalla palestra e inizia a correre, manca ancora. Goldaniga ha iniziato ad allenarsi in campo. Morata sta meglio, ad Addai manca ancora. Per le prossime partite siamo questi. C’è un giocatore con la febbre che non si è allenato oggi, vediamo domani come sta*.
INNAMORATO DI COMO – “Se dico di essere innamorato di Como non è perché vado a parlare tutti i giorni con la gente, anche se sono sempre aperto e disponibile. Però ci pensate voi giornalisti che tifate Como da una vita a fare da tramite: avete molto potere, influenzate la gente. Io sono innamorato di Como perché qui lo curiamo come un bebè: non ci sono semplici dipendenti, c’è gente qui da una vita, o gente che ha lasciato la famiglia in Spagna per essere qui. Per questo non andrò mai da Mirwan a chiedere un nuovo contratto, questo o quello. Poi però nel calcio le cose cambiano in fretta. Guardate Xabi Alonso: tu puoi mettercela tutta, ma quando chi sta attorno a te non vuole che le cose vadano bene, non andranno bene“.
I GOL NEGLI ULTIMI MINUTI – “L’anno scorso abbiamo perso tanti punti così per vari motivi. Ma in quella fase si decidono tante partite. Provo a trasmettere ai ragazzi la mentalità dei campioni, di spingere fino alla fine. Rialzarsi, riprovare sempre. E’ un ottimo segnale quando si fanno gol negli ultimi minuti: il Milan lo fa spesso, noi stiamo iniziando a farlo. E sono contento quando chi entra dalla panchina fa la differenza: coi cinque cambi c’è spazio per tutti“.



