Césc Fàbregas e Patrick Vieira tornano a incrociare i loro destini, ma questa volta non più al centrocampo dell’Arsenal, bensì sulle panchine di Como e Genoa. La sfida di lunedì al Sinigaglia rappresenta molto più di un semplice confronto di Serie A: è il simbolo della nuova generazione di tecnici nati dalla scuola dei centrocampisti, quella che negli ultimi anni ha prodotto figure di primo piano nel panorama calcistico europeo.
Da centrocampisti a grandi allenatori: la statistica conferma
Secondo i dati riportati da Il Secolo XIX, la maggior parte degli allenatori di successo degli ultimi decenni è passata proprio per il ruolo di centrocampista. Da Guardiola ad Ancelotti, da Conte ad Arteta, passando per Allegri, Simeone, Flick, Xabi Alonso, Gasperini, Zidane, Capello e Italiano, la lista è lunghissima.
Cesare Prandelli, anch’egli ex centrocampista prima di diventare commissario tecnico della Nazionale, spiegava su Undici: “Il centrocampista nasce come equilibratore, abituato a stare nel cuore della gara. Ne deriva una conoscenza più completa del gioco, utile una volta diventato allenatore.”
Arsenal, un anno insieme e poi carriere divergenti
Fabregas e Vieira hanno condiviso lo spogliatoio dell’Arsenal solo per una stagione, la 2004/05, ma quell’esperienza è rimasta significativa per entrambi. Vieira lasciò Londra l’anno dopo per tornare in Italia, vestendo le maglie di Juventus, Inter e Milan, prima di chiudere la carriera al Manchester City e iniziare la strada da tecnico.
Fabregas, invece, visse anni da protagonista tra Arsenal, Barcellona e Chelsea, prima di concludere la carriera da calciatore al Monaco e al Como, dove oggi ha intrapreso la sua nuova avventura in panchina.
In maglia “Gunner’S“, sotto la guida del tecnico alsaziano Arséne Wenger, i due condivisero il campo in 34 occasioni per un totale di 2.179′ minuti con una media punti di 2.24 a gara.
Stima reciproca e aneddoti da spogliatoio
Nonostante le strade si siano presto divise, il rispetto reciproco è rimasto intatto. “Ho conosciuto Cesc da giovanissimo, ma era già più maturo della sua età. Da allenatore si vede che ama il calcio tecnico e il possesso. Dovremo essere aggressivi contro il suo Como”, dichiarava Vieira lo scorso anno.
Fàbregas non ha mai nascosto l’ammirazione per l’ex compagno: “Ho giocato con Patrick, per me è un idolo. Mi ha aiutato tanto e lo rispetto perché è un leader.” Un aneddoto curioso lo raccontò proprio lo spagnolo, ricordando l’incontro con Vieira negli spogliatoi di Monaco-Nizza: “Patrick, guardando il presidente del Nizza, disse: ‘Presidente, questo è il ragazzino che mi ha buttato fuori dall’Arsenal…’”
Filosofie diverse, stessa ambizione
Le carriere da calciatori hanno lasciato traccia anche nel modo di allenare. Fàbregas privilegia un calcio giocato, costruito sul possesso palla e sulla qualità tecnica. Vieira, invece, resta più pragmatico, essenziale e orientato all’intensità fisica. Due approcci differenti, ma con un obiettivo comune: emergere e costruire un ciclo vincente in Serie A.
Lunedì sera, al Sinigaglia, sarà dunque una sfida tra due visioni di calcio, unite da un passato comune ma proiettate verso un futuro che potrebbe vederli tra i protagonisti della panchina europea.


