“Una qualificazione alle coppe non è fra i nostri obiettivi. Non possiamo inseguire a ogni costo il risultato sportivo rischiando di andare in bancarotta. È vero che aumenterebbero le risorse in entrata, ma si renderebbe necessario creare una squadra più forte e dovremmo poi rispettare i paletti del fair play finanziario. I risultati sono belli ma non migliorano i conti“. Così parlò Mirwan Suwarso una quindicina di giorni fa. Bluffava? O davvero i regolamenti UEFA impediscono al Como di sognare le coppe? Approfondiamo i Regolamenti di Sostenibilità Finanziaria (FSR) in vigore dal 2022, cercando di usare parole semplici.
Non sono consentiti debiti scaduti e non pagati nei confronti di giocatori, staff, autorità fiscali/sociali, altri club o UEFA. Su questo c’è pochissima tolleranza, ma difficilmente ci riguarderà, con gli Hartono. Poi il club deve presentare documenti finanziari chiari, completi e secondo le scadenze UEFA. Anche questo non preoccupa. Veniamo alle note dolenti.
PERDITE
Se la proprietà le copre, come nel nostro caso, sono consentiti massimo 60 milioni di perdita nell’ultimo triennio. Si può arrivare a 90 solo a determinate condizioni.
(L’UEFA esclude da questo conteggio alcuni investimenti “sani”, come per esempio quelli sul settore giovanile, sul calcio femminile, su attività sociali e su infrastrutture. Quindi se il Como spendesse 10 milioni per il settore giovanile o per rifare lo stadio, non verrebbero conteggiati dalla UEFA tra le perdite. Allo stesso modo la UEFA non include nel conteggio le cifre ricevute dagli azionisti, ma solo ricavi come biglietteria, merchandising, premi, diritti tv e altri ricavi “sani”. Quindi quando leggiamo che da bilancio il Como ha registrato “nelle stagioni 2022-2023 e 2023-2024, il club ha registrato perdite complessive per 65 milioni di euro”, non è questo il dato considerato dalla UEFA, che come detto esclude alcune spese e alcuni introiti).
RAPPORTO COSTO SQUADRA
L’obiettivo è fare in modo che i costi relativi alla squadra non siano troppo alti in rapporto alle entrate.
Si calcola il totale dei costi squadra rilevanti, cioè: stipendi giocatori/allenatori + ammortamenti (cioè i soldi spesi per i cartellini dei giocatori e divisi a bilancio su più annate) + commissioni per gli agenti.
Poi si fa il totale dei ricavi rilevanti, cioè i ricavi operativi (botteghino, diritti tv, merchandising, premi, sponsor) + le plusvalenze ricavate dalle cessioni e spalmate su tre anni.
Infine si divide il primo totale per il secondo. L’obiettivo è rimanere sotto il 70%, così che i ricavi “sani” siano maggiori rispetto alle spese per stipendi, cartellini e commissioni.
COM’E’ MESSO IL COMO?
L’ultimo bilancio depositato dal Como 1907 è quello della stagione 2023-2024, quando ancora eravamo in B. Quindi non c’è modo per sapere la situazione esatta ad oggi. Ad ogni modo, in base alle informazioni che abbiamo il club rischia di sforare il tetto di perdite previsto dall’UEFA. Ma la situazione più critica riguarda il rapporto costo squadra: qui siamo praticamente di sicuro oltre al limite, e non di poco.

CHE SUCCEDE SE SI SFORA?
Ecco, questo è un punto importante. In caso di sforamenti lievissimi la UEFA potrebbe semplicemente inviare un avvertimento. In caso di sforamenti smisurati, invece, potrebbe arrivare l’esclusione immediata dalle coppe. Ma la maggior parte delle volte le sanzioni sono di tipo economico. Multe. Oppure in alcuni casi limitazioni sul mercato. Poi è ovvio che se il rapporto costo squadra dev’essere 70% e noi abbiamo 400%, la UEFA potrebbe anche optare per la nostra esclusione immediata dalle coppe. Ma lo scenario più probabile è questo: “Caro Como, ti sei qualificato alla Conference però hai sforato. Presentami un piano di rientro, rispettalo e noi ti monitoriamo”. Negli ultimi anni, mai nessun club è stato escluso dalle coppe per spese elevate coperte da una proprietà ricca.
CONCLUSIONI
Come avete capito, il ragionamento “spendiamo tanto quest’anno perché poi l’anno prossimo potrebbe esserci il fair play finanziario” è sbagliato, perché il monitoraggio della UEFA è su base triennale. Se il Como vuole diventare una squadra che a lungo termine possa fare le coppe, deve aumentare i ricavi e/o ridurre le spese per stipendi e cartellini. Allo stesso tempo però la situazione non è così tragica: se ci qualificassimo alle coppe potremmo subire una multa o delle limitazioni al mercato, ma difficilmente verremmo esclusi.


Ma come fa l inter fare le coppe con 800, milioni di debiti rubentus pure 500 Roma una società sana buon può perché non intrida palio di Siena non calcio