Non solo Roberto Pruzzo. Nell’edizione odierna de La Provincia trova spazio anche Michael Gandler, altro ex Como dal profilo tutt’altro che ordinario. Da alcuni mesi, il manager statunitense ricopre il ruolo di Chief Revenues Officer della Roma, incarico strategico affidatogli dalla proprietà americana del club giallorosso, la stessa nazionalità di Gandler.
All’interno dell’organigramma romanista, il compito di Gandler è centrale: ristrutturare l’area commerciale, incrementare i ricavi e attrarre nuovi sponsor. Una missione delicata, che valorizza competenze già ampiamente dimostrate in passato e che lo colloca al centro delle strategie di crescita del club capitolino.
Un ruolo chiave nel Como degli Hartono
L’esperienza di Gandler a Como, sotto la proprietà degli Hartono, non può essere ridotta a quella di un semplice dirigente. Al contrario, è stato un manager trasversale, figura fondamentale nel processo di rinnovamento avviato dalla proprietà indonesiana. Il suo lavoro ha toccato ambiti diversi, contribuendo a trasformare profondamente la struttura del club.
Dai conti al rapporto con la città
La prima necessità fu rimettere ordine sul piano economico, ma il compito andava ben oltre. Gandler ebbe un ruolo determinante nel costruire un nuovo rapporto tra società, città e tifosi, introducendo una mentalità distante da quella a cui l’ambiente comasco era abituato da anni. Un cambiamento culturale prima ancora che gestionale.
Il volto pubblico della nuova dirigenza
Durante i primi anni della gestione Hartono, Gandler fu il principale riferimento dirigenziale. In qualità di CEO incontrò tifosi, dialogò con la stampa e con le istituzioni locali, prese parte alle prime scelte sul personale e fu tra i primi a parlare di un progetto di rinnovamento dello stadio. Un coinvolgimento totale, ben oltre i confini tradizionali del ruolo manageriale.
Dall’Inter a Como: un impatto diverso
Prima dell’esperienza lariana, Gandler proveniva dall’Inter, dove svolgeva un incarico più focalizzato sull’area commerciale. A Como, invece, l’impatto fu diretto e quotidiano. In una fase iniziale in cui anche Mirwan Suwarso era meno presente, il volto della dirigenza era soprattutto il suo, affiancato da Charlie Ludi, scelto fin dall’inizio come direttore sportivo.
Le scelte nei momenti più difficili
A Gandler toccò anche la gestione di una delle fasi più complesse della storia recente del club: il periodo del Covid. In quegli anni condivise decisioni delicate, come il cambio in panchina con l’arrivo di Jack Gattuso, il ritorno di Giancarlo Centi nel settore giovanile e il percorso di crescita che portò il Como a sfiorare la Serie B.
L’addio e l’eredità lasciata
Nella primavera del 2021, a circa due anni dal suo arrivo, Gandler lasciò il Como per scelta della proprietà, che decise di affidare il ruolo di CEO a Dennis Wise, profilo molto diverso. Quando il club raggiunse la Serie B e alzò ulteriormente l’asticella, con l’arrivo di figure come Fàbregas, Gandler era già impegnato altrove. Tuttavia, una parte significativa di quel percorso affonda le radici nel suo lavoro.
Un ex che resta legato al Como
Se il Como è oggi dove si trova, una quota del merito va riconosciuta anche a Michael Gandler. Un ex speciale, il cui contributo è stato silenzioso ma decisivo, e che lunedì sera all’Olimpico, inevitabilmente, vivrà la sfida con un’emozione particolare.

