A 32 anni, la carriera di Simone Ganz sta vivendo un periodo difficili. Dopo le parentesi non brillanti tra Brindisi, Pontedera e Novara, l’ex bomber del Como è passato alla Pro Patria dove ha ritrovato il suo ex compagno Beppe Le Noci, ora vice allenatore bustocco. I colleghi di RadioRossonera l’hanno intervistato proprio il giorno in cui il Milan, squadra in cui è cresciuto e ha anche debuttato, arriverà al Sinigaglia.
“Como e Milan stanno andando bene in campionato e mi fa piacere“, dice Simone. “Sul Milan non avevo dubbi perché ho sempre creduto che Allegri fosse uno dei migliori allenatori in circolazione. Per lo scudetto ci sono squadre più attrezzate, però lotteranno fino alla fine per restare in alto con l’ambizione di tornare comunque in Champions. Finora gli è mancato il vero numero 9″. Può essere Fullkrug? “Molto forte, può dare una grande mano”. E uno sguardo al passato, quando lo stesso Allegri lo buttò in campo in Champions ormai 14 anni fa: “Il momento più bello della mia carriera. Il Milan in cui sono cresciuto era il vero Milan. Ibrahimovic, Thiago Silva, Gattuso, Ambrosini. Alcuni avevano anche giocato con mio papà“.
E il Como? Da nessun’altra parte Ganz ha reso così: “Credo che quella promozione insperata (2015) sia stata bella perché abbiamo fatto una cavalcata importante. Ricordo quell’anno con piacere perché è stato il primo anno in cui il Como mi ha fatto diventare uomo, alla prima esperienza importante fra i professionisti. E anche l’anno successivo in B dove ho segnato 16 gol. Como è stata la squadra in cui ho fatto più gol in carriera, 42 in tre anni totali. L’anno in cui sono tornato c’era già questa presidenza e si vedeva che avrebbero fatto qualcosa di straordinario. Però questa stagione è molto sorprendente, Fabregas secondo me fa giocare molto bene la squadra e ha trovato giocatori molto validi che si sono cimentati nel campionato italiano, che a livello tattico non è per niente semplice”.
Una conclusione sulla propria carriera: “Ognuno deve cercare di fare il proprio meglio. Finora ho fatto tutto quello che potevo. Sogno di arrivare a 100 gol tra i professionisti, me ne mancano 10. Mi diverto ancora tanto e credo di poter dare ancora tanto, a 32 anni“.

