L’articolo che oggi Luigi Garlando dedica al Como parte da un presupposto oggettivo: qualcuno può guardare a noi con fastidio. E’ vero. Un po’ perché abbiamo una società ricchissima e questo fa sempre rosicare, un po’ perché secondo il collega il messaggio che traspare ascoltando Fabregas è: “Noi siamo una cosa speciale, diversa”. Secondo la rosea, “un po’ di umiltà aiuterebbe“. Ecco l’attacco, che senz’altro viene più facile dopo uno 0-4.
Garlando mette un po’ in ridicolo le dichiarazioni del tecnico lariano post Inter-Como, secondo cui calcisticamente non si sono viste grandi differenze tra le due squadre nonostante il punteggio: “Sembra il pugile pesto che si vanta: ‘Gli ho dato delle gran nasate sui guantoni'”. Si invita quindi il club lariano a prendere esempio da Cremonese e Sassuolo: “Senza americanate, senza proclami estetici, senza spese faraoniche, fanno una terribile simpatia: stanno solo 4 punti più in basso, tra le prime 10, come nessun pronostico estivo aveva previsto“. Il contrasto che l’articolo vuole creare è tra altre due realtà di provincia, storicamente radicate su cose solide come la produzione di piastrelle (Sassuolo) e di salami (Cremona), e l’impero Hartono, “nato dal tabacco che va in fumo”.
Concetti un po’ semplicistici, che sinceramente ricordano i discorsi fatti la scorsa primavera sul Verona a pari punti col Como.



In questi giorni ho letto vari articoli contro il Como di fabregas o forse solo contro fabregas . Devo dire che l’unica cosa che sono riuscito a cogliere da questi giornalisti o pseudo giornalisti è :1 incapacità di capire l’idea di calcio sia di fabregas ma soprattutto di tutto il Calcio Como: 2 una rabbia repressa contro chi coi fatti smentisce le loro poche idee infatti hanno aspettato per uscire allo scoperto undici partite per trovare l’appiglio che dimostrava la loro teoria strampalata : 3 che invece dai commenti sotto i loro articoli si percepisce che molti appassionati di calcio… Leggi il resto »