I tifosi del Como e il ‘tributo creativo‘ per rendere ancora omaggio a Stefano Borgonovo

La disputa tra famiglia e la tifoseria lariana non frena l’omaggio dei Pesi Massimi che aggirano i divieti trasformando la gradinata in una coreografia umana.

“Cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.” Questa fase, resa celebre da un film splendido e indimenticabile come ‘Amici Miei‘ si sposa alla perfezione con quello a cui abbiamo assistitito venerdì sera sulla tribuna dello stadio ‘Sinigaglia‘ e “messo in campo” dai Pesi Massimi per rendere ancora omaggio a Stefano Borgonovo, indimenticato e indimenticabile campione dei biancoblu, dopo la tristemente nota disputa legale della moglie Chantal verso i tifosi per l’utilizzo, da lei considerato improprio, del nome dell’ex attaccante.

LIMITAZIONI AI LIMITI DELL’ASSURDITA’

Il rapporto tra il Como e la memoria di Stefano Borgonovo è sempre stato profondo, quasi identitario. Per questo, ogni limitazione all’utilizzo del suo nome ha generato un fermento inatteso nella tifoseria, culminato in un gesto che ha sorpreso persino i più scettici. I Pesi Massimi, cuore pulsante del tifo organizzato lariano, hanno infatti trovato un modo originale per rendere omaggio al loro campione, nonostante divieti e diffide avessero impedito l’esposizione di striscioni e coreografie allo stadio Sinigaglia. La creatività dei tifosi ha trasformato una serata tesa in un momento di forte impatto emotivo, capace di riportare indietro nel tempo, agli anni in cui il “Borgo” infiammava la curva a suon di gol.

La vicenda nasce dal contenzioso scoppiato nelle scorse settimane tra la famiglia Borgonovo e i Pesi Massimi. La diffida dell’entourage familiare, indirizzata al gruppo, contestava l’utilizzo del nome dell’ex attaccante – scomparso nel 2013 – nell’ambito del trofeo di fine stagione dedicato al miglior giocatore dell’anno. Una presa di posizione inattesa, che ha colpito duramente una tifoseria da sempre legata al ricordo del numero 9, protagonista di iniziative benefiche, serate commemorative e persino di eventi teatrali organizzati proprio dai supporter azzurri.

Il divieto di utilizzare quel nome su striscioni, teli o qualsiasi altro supporto esposto allo stadio ha provocato una reazione immediata, percepita dai tifosi come una limitazione ingiustificata. In particolare, il rifiuto opposto sia alla proposta di un grande striscione nei distinti sia a quella di una coreografia dedicata ha generato un clima di incredulità. Per la curva, impedire la semplice comparsa del nome di un calciatore così amato risultava incomprensibile, quasi una negazione del legame viscerale che unisce Como e il suo mito sportivo.

IL GENIO

Da qui è maturata la decisione di aggirare le restrizioni senza violarle formalmente. Come riportano oggi i colleghi de La Provincia la prima mossa è stata l’affissione di uno striscione all’esterno del Bar Pino, con la scritta “Borgonovo uno di noi”. Ma il tributo più potente è arrivato allo stadio. Al 9’ minutoun riferimento diretto al numero di maglia di Stefano – una fila di tifosi ha rimosso cappotti e giubbotti, rivelando magliette con lettere che, allineate, componevano la frase “Borgonovo uno di noi”. Un gesto semplice, ma di grande impatto emotivo, accompagnato dai cori “Borgo gol” provenienti dalla curva, gli stessi che un tempo accompagnavano le sue prodezze in campo.

Quello che doveva essere un divieto si è così trasformato in un’iniziativa spontanea, capace di riunire una comunità intorno a un simbolo che va oltre ogni disputa legale. Il messaggio dei tifosi è arrivato forte e chiaro, in un clima tuttavia ancora segnato dal dissenso tra le parti. La vicenda, infatti, appare lontana dalla soluzione: la contrapposizione tra la volontà della famiglia e l’affetto della curva resta aperta, con il rischio di trascinare a lungo un confronto che molti considerano superfluo e doloroso.

Resta, però, il gesto dei tifosi, una dimostrazione di quanto la memoria di un calciatore possa sopravvivere a regole, vincoli e controversie. Come se lo stadio, per un attimo, fosse tornato a vivere le emozioni degli anni Ottanta, quando il nome di Borgonovo era sinonimo di entusiasmo, talento e appartenenza.

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