Jonathan Ikoné, esterno offensivo attualmente in forza al Como, ha condiviso le sue emozioni e riflessioni sul percorso calcistico e personale in un’intervista ai canali ufficiali del club lombardo. L’estroso calciatore francese ha parlato del presente, del passato e dei punti fermi che lo ispirano ogni giorno, anche fuori dal campo.
“Sono contento di essere qua”, ha affermato Ikoné con convinzione, sottolineando l’atmosfera positiva che ha trovato nel club. “C’è un bel gruppo e un mister forte, a cui piace che la squadra giochi a calcio“, ha aggiunto. Un’impostazione tattica che sembra calzare perfettamente con le sue caratteristiche tecniche e il suo modo di vivere il calcio: “Ed è la stessa cosa che piace a me”, ha spiegato, facendo riferimento a un gioco propositivo e creativo.
Nonostante qualche battuta d’arresto, l’ala destra ha un approccio lucido: “Abbiamo perso qualche partita, ma si gioca bene e si vede”, ha detto, evidenziando un’identità di squadra che, secondo lui, si sta già costruendo in maniera solida.
I suoi idoli? Ronaldinho, Robinho e Di Maria
Ikoné ha poi svelato le sue fonti d’ispirazione da bambino. Ronaldinho, in particolare, ha avuto un impatto speciale: “Tifavo Barcellona per il Gaucho”, ha ammesso, indicando nel brasiliano il suo idolo assoluto. Insieme a lui, anche Robinho e Ángel Di María hanno influenzato il suo stile di gioco e la sua passione per il pallone. Tutti calciatori tecnici, veloci, in grado di illuminare le partite con giocate improvvise e di grande classe: esattamente ciò che Ikoné cerca di portare in campo.
Il padre, il calcio e l’eredità affettiva
Una delle parti più toccanti dell’intervista è stata quella dedicata al padre, recentemente scomparso. “Mio padre è morto da poco, ma è lui che mi ha messo nel calcio”, ha raccontato con emozione. Ricordando gli inizi, quando giocava per strada in contesti difficili, Ikoné ha voluto sottolineare il ruolo determinante del genitore: “Era pericoloso e lui mi ha trovato una squadra per divertirmi”.
Oggi, con uno sguardo rivolto al cielo, sente ancora la sua presenza: “Adesso mi vede da lassù, so che è lui contento sempre”. Non solo il padre, ma anche la madre, il papà di Mbappé e i fratelli sono figure fondamentali per la sua crescita personale e sportiva: “Mi danno consigli e io sono una persona che ascolta”, ha detto, mostrando maturità e capacità di apprendere anche dalle critiche: “Prendo tutto, anche le cose meno buone e cerco di capirle.”

