Punto di riferimento culturale dell’estate comasca, la Sagra di San Giovanni ha avuto luogo anche quest’anno. Famosa soprattutto per i fuochi d’artificio sull’Isola Comacina che lasciano senza fiato tutti gli spettatori, omaggiata anche dal Como 1907 con un post dedicato.
Ed è bello che il club contribuisca a far conoscere in tutto il mondo un evento unico e significativo per il territorio, che mescola tradizione, storia, arte e fede. I fuochi sull’isola e sulle zattere galleggianti rievocano, infatti, il grande incendio del 1169, quando i comaschi, per vendicarsi dei comacini colpevoli di aver partecipato alla distruzione di Como nel 1127 insieme ai milanesi, rasero al suolo l’isola. Quest’avversione tra comaschi e milanesi la ritroviamo anche nell’iperglobalizzata Serie A di oggi, con l’Inter che corteggia – invano – le nostre punte di diamante. La foto di copertina, tratta proprio dai profili social del Como 1907, rende l’idea dello spettacolo che molti di noi hanno avuto la fortuna di ammirare.
L’origine e il nome della sagra, anche detta sagra dei lumaghitt, affondano le proprie radici in una leggenda che risale ad oltre trecento anni fa secondo la quale gli abitanti del luogo si liberarono delle grandinate che ogni anno a giugno devastavano i raccolti pregando il santo e organizzando una processione in barca fino all’isola Comacina, dove era ubicata una chiesa a dedicata proprio a San Giovanni Battista. Da allora la processione si ripete ogni anno con una grande festa in cui da tradizione si mangiano polenta e lumache, i cui gusci vuoti vengono poi trasformati in lumini, pratica questa che ha dato vita al nome “lumaghitt”.
Foto tratta dai profili social del Como 1907



Milanesi tutti appesi