Può un allenatore reduce da due retrocessioni consecutive diventare una sorta di tabù per un collega corteggiato da alcuni club importantissimi nel panorama europeo? No, non può. O almeno lo speriamo.
Fabregas ha uno status decisamente maggiore rispetto a Di Francesco, che ha portato in B prima il Frosinone (2024) e poi il Venezia (2025). Ma nelle due occasioni in cui l’ha affrontato, cioĆØ l’anno scorso, non l’ha battuto. Due indizi non fanno una prova, anche perchĆ© sono state partite abbastanza sui generis. Ma il terzo stop inizierebbe a somigliare a una maledizione.
ANDATA BAGNATA
Ricordate i due incontri 2024-25 contro il Venezia? Chi era presente al Penzo, probabilmente sentirĆ ancora l’acqua addosso e il freddo nelle ossa. Una tempesta incredibile, che complicò la vita anche a chi era davanti alla tv, costretto a fare uno slalom visivo tra i goccioloni che coprivano la telecamera. In campo, un pazzo 2-2. Loro segnarono con un tiro deviato di Pohjanpalo e con un corner di Oristanio che il vento mandò dritto all’incrocio. Tra le loro due reti, arrivarono le nostre: Van der Brempt (alla sua miglior partita da quando ĆØ in Italia) prima propiziò un autogol di Candela, poi servƬ a Belotti l’assist per il momentaneo 1-2. Impossibile qualsiasi analisi tattica.
“FAI IL MORTO”
Partita decisamente diversa al Sinigaglia. Bel primo tempo con diverse occasioni da una parte e dall’altra ma senza reti. Poi IkonĆ© entra all’intervallo e ci mette 4′ a segnare. Il Como prova ad addormentare la partita e sembra ci riesca alla grande. Il Venezia praticamente si finge morto fino al 95′, quando Carboni entra nella nostra area e viene steso da Smolcic: rigore messo in porta da Gytkjaer e beffardo 1-1 finale. Non una prestazione straordinaria, tanto che voi lettori votaste in massa Butez come migliore in campo. Di Francesco incartò Fabregas con la dedizione: intercetti e duelli aerei premiarono i lagunari.
Sabato come andranno le cose? Ci sentiamo di escludere un nubifragio leccese. Per il resto, parlerĆ il campo.



