Kuhn dal Celtic, Addai dall’AZ, Jesus Rodriguez dal Betis. Un tris di esterni presi in estate che, sommati alla presenza già ingombrante di Diao, lasciavano pensare a un Como super competitivo sulle fasce. Acquisti che hanno anche incupito Strefezza, forse il miglior giocatore dell’anno scorso che – capita la malaparata – ha preferito cercare fortuna altrove, senza trovarla.
Dopo poco più di mezzo campionato, in questa squadra che cammina a quattro metri da terra non gioca nessuna delle quattro ali in rosa. Situazioni diverse. I due volti nuovi più giovani hanno comunque dimostrato di poterci stare, in Serie A. Addai ha pagato l’infortunio, da allora non è più stato lo stesso e nelle ultime tre partite ha messo insieme solo mezz’ora contro la Fiorentina. Jesus invece è reduce dalla prima partita tutta in panchina in questo campionato: Fabregas ha parlato di un calo che va gestito, intanto non ha giocato neanche a Torino senza Nico Paz. Kuhn è l’unico che è partito titolare in questo trittico di partite, ma contro la Fiorentina è stato sostituito all’intervallo.
Cesc sta preferendo giocare in un altro modo. Dando grande fiducia a Vojvoda a destra, elemento in grado sia di agire da esterno difensivo, sia di fare da rifinitore, mentre sull’altro lato è esploso Baturina che gioca da regista largo pronto a venire dentro al campo, mentre il terzino sinistro si alza. Anche senza Paz il croato è stato schierato lì.

Ciò significa forse che Addai, Rodriguez e Kuhn non avranno più occasioni? Probabilmente no. Il Como ci punta, soprattutto sui primi due. E in certe partite le loro caratteristiche verranno utili. Ma devono dare di più per convincere il proprio allenatore a cambiare assetto, sfruttando meglio le opportunità a partita in corso. E Diao? Potrebbe tornare tra i convocati già sabato, ma anche per lui ci sarà da sgomitare dopo le vicissitudini degli scorsi mesi. “Senza ali tu lo sai non si vola”, cantava Battisti. Fabregas vola lo stesso: i suoi esterni offensivi traggano le loro conclusioni…



