Una sola stagione insieme (2022/23), ma intensa. Con tante partite in coppia. Un tandem particolare, giocatori molto diversi che solo a tratti hanno dato l’idea di essere complementari. Infatti quando Cutrone giocava con Gabrielloni, il Como faceva più punti rispetto a quando giocava con Cerri. Però l’accoppiata ha trovato terreno fertile, anche grazie alla vena realizzativa non strepitosa del loro concorrente principale, Leo Mancuso. Quel campionato comunque terminò con una metà classifica abbastanza anonima, e con entrambi a quota 9 gol.
Cerri e Cutrone rappresentano due simboli della rinascita del Como. Alberto è stato il primo grande acquisto dopo la promozione in B. Patrick è arrivato un anno dopo e ha riacceso l’orgoglio cumasch per un ragazzo che provava a rilanciarsi nella squadra della propria città. Ora quest’ultimo ha scelto Parma per giocare di più e per dare l’assalto alla doppia cifra di gol. Il minutaggio c’è, ma il bottino è scarso: un gol in 7 partite, in una squadra che gli sta offrendo davvero poche occasioni per andare a segno.
Cerri invece è nativo proprio di Parma, e paradossalmente si ritrova proprio nella rosa del Como dopo un mercato estivo un po’ rocambolesco. A differenza di Cutrone, lui ha accettato – o forse ha dovuto accettare – il ruolo di terza punta d’emergenza. L’altissimo centravanti in gialloblu ci ha giocato pochissimo, solo a inizio carriera. Anzi, ha spesso fatto male al club che l’ha lanciato: ricordiamo il gol a Buffon con la nostra maglia, ma anche una rete pesantissima all’ultimo minuto quando giocava a Cagliari.
In un calcio dove è sempre più raro trovare giocatori autoctoni nelle rose di Serie A, dispiace un po’ vedere un parmigiano nel Como e un comasco nel Parma. Ma tant’è: si saluteranno con affetto e ognuno proverà a dare il suo contributo, nonostante dall’altra parte ci sia la squadra della propria città.
Photo credits: pagina Facebook Como 1907

