Il Como ha recentemente messo in scena una delle azioni più spettacolari della stagione, con il gol del raddoppio siglato contro la Juventus all’Allianz Stadium, un’azione che ha destato grande ammirazione anche tra i colleghi de La Provincia, che hanno paragonato il movimento a una “pittura su tela“ o a un’“azione da Playstation“. E, in effetti, l’azione, che ha avuto luogo al 59° minuto del match, è un perfetto esempio di ciò che il centrocampo lariano riesce a produrre: una macchina ben oliata che sembra rispondere a un copione studiato nei minimi dettagli. Un’azione che si avvicina molto a quella che il mister Césc Fàbregas, che fu un grande interprete del ruolo di centrocampista, ha più volte definito la “macchina perfetta” in campo.
UN’AZIONE CHE INIZIA CON UN CALCIO D’ANGOLO A SFAVORE
Tutto inizia con un calcio d’angolo per la Juventus: un cross dalla destra, la palla arriva in area, dove un difensore lariano respinge di testa. La sfera ricade nella metà campo della Juventus, dove accade un dettaglio che in pochi notano: Da Cunha si lancia in un contrasto su Locatelli e, nonostante venga superato, lascia il pallone lì, permettendo a Sergi Roberto di prenderne il controllo. Sergi Roberto, con la visione tipica di chi ha giocato al Barcellona, individua spazi che solo pochi sono in grado di percepire. Con un lancio perfetto, Sergi Roberto sventaglia la palla verso Perrone, il quale non perde tempo: quattro tocchi veloci, e in un batter d’occhio la palla arriva a Da Cunha, che si lancia in contropiede.
LA RIPARTENZA, ALTAFINI E “IL MANUALE DEL CALCIO”
La velocità dell’azione è sorprendente. Da Cunha, dopo aver ricevuto la palla, corre 100 metri in diagonale come un centometrista, sfuggendo alla difesa bianconera presa in contropiede per quella che il buon Altafini descriverebbe come “azione da manuale del calcio amisciii“: nonostante il contesto sia altamente competitivo, Da Cunha non pensa immediatamente al tiro, ma guarda con lucidità al gioco. Alza la testa, vede Di Gregorio avvicinarsi e, con un passaggio rasoterra di prima intenzione, serve Caqueret, che si fa trovare pronto all’appuntamento con la rete. McKennie, nell’ultimo tentativo disperato, non può fare nulla per evitare che la palla entri in porta.
UN LAMPO DI SINCRONISMO E CONCRETEZZA
Ciò che rende veramente unica questa azione non è solo la sua qualità tecnica, ma anche il tempo che impiega a svilupparsi. In soli 14 secondi, la squadra è riuscita a ribaltare una situazione difensiva in un gol. Il contrasto di Da Cunha su Locatelli avviene al 60′, il passaggio di Sergi Roberto arriva al 60’04”, mentre il gol viene siglato al 60’14”. In soli 14 secondi si passa da un calcio d’angolo a una rete, una transizione che lascia senza fiato.
IL PALLEGGIO BATTE LA FORZA FISICA
Un aspetto fondamentale di questa azione è il ruolo del centrocampo del Como, che sembra davvero una macchina da gioco perfetta. Senza incontristi puri, ma con un insieme di palleggiatori come Da Cunha, Caqueret, Baturina (e poi Sergi Roberto), il centrocampo lariano è capace di creare superiorità numerica attraverso trame veloci e precise. Nonostante l’assenza di un “corazziere”, il Como riesce a far girare la palla con una fluidità che ricorda le grandi squadre di club, come il Milan di Sacchi o il Barcellona di Guardiola. Questo è il cuore del progetto tecnico di Césc, che non ha bisogno di un centrocampo di solo incontristi per avere il controllo della partita, ma punta su meccanismi collaudati che non dipendono dal singolo interprete.
E TUTTO SENZA LA STELLA PIU’ SPLENDENTE
Questa partita, e in particolare questa azione, hanno mostrato la forza del Como, anche senza il contributo di Nico Paz, uno dei giocatori più tecnici della squadra. La vittoria contro la Juventus dimostra che, nonostante l’assenza di Paz, il progetto del Como funziona e cresce, una macchina che, come le squadre più prestigiose, non dipende da un singolo ma da un collettivo ben affiatato. Lo ha sottolineato anche Fàbregas nella conferenza stampa post partita. Questo è un aspetto importante, in quanto evidenzia la forza del sistema di gioco che va al di là degli individui, mettendo in risalto l’efficacia di un lavoro di squadra che sta dando i suoi frutti.

