Un fine settimana infuocato dalle polemiche per le direzioni arbitrali aperto dall’anticipo di venerdì sera al “Sinigaglia” in Como-Juventus e dal possibile contatto da rigore di Gatti con Douvikas, smentito poi dai vertici federali dell’AIA (LEGGI QUI), proseguito con le polemiche di Empoli-Milan e Torino-Genoa, si è chiuso ieri sera a San Siro nel posticipo del lunedì nel peggiore dei modi proseguendo su questa falsariga con Inter-Fiorentina 2-1 e proprio sotto gli occhi dell’allenatore lariano Césc Fàbregas presente in tribuna per visionare la formazione viola prossima avversaria dei suoi biancoblu.
Un rigore assegnato alla Fiorentina dopo revisione VAR per un tocco di mano che sembra del tutto fortuito, il calcio d’angolo vincente per l’Inter quando il pallone crossato da un calciatore nero azzurro era ampiamente uscito oltre la linea di fondocampo e si sarebbe dovuto ripartire con la palla a De Gea per il rinvio.
Insomma pare non esserci limite al peggio. Se c’era bisogno di mettere acqua sul fuoco dopo i precedenti gravi errori l’ennesima prestazione arbitrale non è riuscita a spegnere le polemiche, anzi, ha rinfocolato un dibattito infuocato sull’uso del VAR e sui suoi limiti. Il tecnico nero azzurro Simone Inzaghi ha alzato la voce, criticando apertamente il rigore concesso ai viola: “L’ho rivisto, quel rigore non esiste mai. Mai!”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro nel post-partita.
Dall’altra parte, Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, ha puntato il dito contro un errore clamoroso: il calcio d’angolo che ha portato al gol dell’Inter è nato da un’azione in cui il pallone era uscito di almeno 20-30 centimetri dal campo, ma il VAR non è potuto intervenire per regolamento. “Il VAR deve migliorare il calcio, non peggiorarlo”, ha commentato il tecnico viola, evidenziando un protocollo che impedisce la revisione di episodi del genere a gioco fermo. Un controsenso assurdo se il VAR è nato per migliorare il calcio, aiutare gli arbitri e dissipare ogni dubbio.
L’arbitraggio di La Penna, che avrebbe potuto individuare la svista senza bisogno della tecnologia, è passato quasi in secondo piano: il vero bersaglio delle critiche è diventato il VAR, sempre più al centro di polemiche che mettono in discussione la sua efficacia e il suo impatto sul gioco.



