Italia-Israele e Milan-Como: due facce della stessa medaglia

Silenzi (anche di Suwarso), compromessi e incoerenze: lo sport perde dignità mentre i dirigenti si piegano pavidamente a interessi estranei al gioco

L’argomento è attualissimo. Non riguarda il Como, però un po’ sì. Perché l’ipotesi Milan-Como in Australia e la partita di stasera tra Italia e Israele sono sintomi diversi (diversissimi) della stessa malattia: la pavidità dei vertici dello sport, incapaci di difendere l’equità e fin troppo sensibili alle pressioni politiche.

La UEFA si dice contraria a giocare Milan-Como a Perth, la FIFA invece per ora è rimasta molto defilata. Sapete perché? Semplice, perché la UEFA non ha un vero e proprio potere di veto e per questo motivo può tranquillamente criticare la cosa, facendo bella figura senza scontentare nessuno. E’ da anni che le grandi squadre paventano l’idea di giocare all’estero alcune partite di campionato. Se Ceferin è così contrario, in questi anni avrebbe potuto proporre una regola chiara che vincoli le federazioni a giocare sul proprio territorio dicendo: “O la approviamo o mi dimetto”. Ma avere delle idee è facile, portarle avanti anche a rischio della propria poltrona è più difficile. 

Anche perché Ceferin è lo stesso che butta fuori la Russia e non Israele. O non escludi nessuno (opzione che preferirei, visto che lo sport è sport), o escludi tutti (non solo quelle due per gli orrori che conosciamo, ma anche tante altre…). L’altro giorno ha detto che le squadre israeliane partecipano alle coppe europee perché “cosa può fare un atleta al suo governo per fermare la guerra?” Ma quando gli hanno chiesto conto delle squadre russe, ha detto: “La guerra è finita? Non è finita. Quindi per ora, non lo so”. Tanta incoerenza, poco coraggio, tanta sensibilità alle pressioni politiche, poco interesse verso equità e serietà delle competizioni.

Per non parlare del fatto che Israele gioca da 30 anni con le europee: per ‘sta roba pure i bambini ridono dietro alla UEFA. Su questo Ceferin potrebbe aprire un dibattito serio, ma tace. Su Milan-Como non ha voce in capitolo e allora gli salta fuori un’intrepidezza tanto evidente quanto indolore.

Direte voi: “Vabbè, ma cosa ti aspetti, le poltrone delle federazioni vengono spartite dai politici stessi”. Vero. Ma chi si siede su quelle poltrone non ha una dignità? Quanto sarebbe bello avere dirigenti che dicessero: “Spieghiamo a Israele che non può più giocare in Europa semplicemente perché non è in Europa”. Oppure: “Cari governi, a causa dell’esclusione della Russia noi abbiamo competizioni falsate. E intanto voi continuate a fare affari con Putin e vi alleate con paesi che fanno le stesse cose, se non peggio, in altre parti del mondo. Ecco, ci siamo rotti”. E invece nessuno ha il coraggio di difendere l’essenza dello sport, respingendo le pressioni politico/elettorali e di non facendosi usare come strumento propagandistico.

Gianni Infantino (Presidente FIFA)

Lato Como, apprezziamo Mirwan Suwarso e proprio per questo ci dispiace molto che non abbia ritenuto di dire una parola ai tifosi sul discorso Perth. Io stesso ho provato a recapitargli domande in merito: nessuna risposta. Speriamo che il presidente della FIFA Gianni Infantino si dimostri coerente con quanto ha sempre detto e impedisca alle leghe di organizzare partite di campionato all’estero.

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