Il sorriso di Paolo Rossi, protagonista indiscusso del Mondiale 1982, è il vero protagonista della mostra a lui dedicata a Como, inaugurata ieri presso San Pietro in Atrio e il Broletto. Un evento che, perfettamente tratteggiato dai colleghi “cartacei” de La Provincia, non solo celebra i suoi gol leggendari, ma soprattutto la sua personalità solare e il suo spirito di gioco, quello che oggi sembra mancare nel calcio moderno.
Organizzata grazie all’iniziativa della moglie Federica Rossi, di Paolo Marchi e con la collaborazione di Gianluca Zambrotta e Olivier Chignoli, la mostra itinerante, che arriva da Oderzo, rimarrà aperta fino al 19 aprile con ingresso gratuito.
La nostalgia di un calcio che non c’è più
La mostra rappresenta anche un viaggio in un calcio ormai scomparso, dove i palloni di cuoio, le maglie di lana e i tacchetti svitabili erano gli attrezzi del mestiere. Ma soprattutto, il calcio di Pablito era un gioco fatto di sorrisi e divertimento, un contrasto con le esultanze aggressive e le rivendicazioni che oggi dominano il panorama calcistico.
Il legame di Rossi con Como: ricordi e aneddoti
Sempre i colleghi de La Provincia ricordano alcuni momento importanti vissuti da Paolo Rossi proprio a Como: ci giocò nel 1975-76, partecipò a un ritiro con la Nazionale organizzato da Raffaele D’Angelo e festeggiò anche una promozione in Serie A con il Vicenza. A Como, quindi, si intrecciano tanti ricordi che la mostra racconta con immagini e cimeli.
Presenti all’inaugurazione anche alcuni dei suoi compagni più stretti, come Claudio Gentile, Pietro Vierchowod e Gianluca Zambrotta, che hanno ricordato il loro rapporto con Paolo, sottolineando la sua genuina simpatia e il suo modo di stare insieme a loro, sempre allegro e scherzoso.
Le emozioni dei campioni del mondo
Il ricordo di Rossi è particolarmente vivo per i campioni del 1982. Gentile, che con lui condivise gli anni in Nazionale e alla Juventus, ha ricordato come Rossi fosse una presenza costante nelle sue giornate, forse più della sua stessa famiglia. Vierchowod ha aggiunto che, sebbene lo avesse conosciuto soprattutto dopo la fine delle rispettive carriere, Rossi fosse una “pasta di ragazzo“, sempre solare e disponibile. Zambrotta, invece, ha raccontato come sia stato proprio Rossi, insieme a tutto il gruppo del 1982, a ispirarlo nel suo percorso calcistico. Zambrotta ha anche svelato un progetto emozionante: sta organizzando una reunion dei compagni del Mondiale 2006 proprio nei locali della mostra per celebrare il ventennale della vittoria.
I tesori della mostra: maglie, scarpe e trofei
Cosa si può trovare all’interno della mostra? Un vero e proprio tesoro per gli appassionati di calcio. A San Pietro in Atrio sono esposte le maglie originali di Paolo Rossi, tra cui quella della Nazionale con maniche lunghe indossata durante il Mondiale 1978 in Argentina, la celebre 20 di Italia-Germania 1982 e quella del Vicenza. Ci sono anche le scarpe della storica tripletta contro il Brasile e altri oggetti iconici, come le pagelle e i trofei.
Al Broletto, invece, sono esposte 40 maglie di giocatori famosi, tra cui quelle di Zambrotta, e anche le scarpe di Maradona. La mostra è un viaggio attraverso il tempo, che permette di riscoprire l’emozione di un calcio che non c’è più, ma che vive nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di assistervi.
Un sorriso che rimarrà sempre con noi
Questa mostra non è solo un tributo al campione che ha segnato la storia del calcio italiano, ma anche al suo sorriso che, più di ogni altro gol, resta impresso nella memoria collettiva. Un sorriso che rappresentava la purezza del gioco, la bellezza dello sport, quella che oggi sembra quasi dimenticata. A Como, Pablito rivive, e con lui rivivono anche i sogni di un calcio che, per fortuna, è ancora capace di emozionare.


