La prestazione dell’arbitro Ayroldi nella sfida tra Como e Juventus è stata al centro delle polemiche per una gestione disciplinare ritenuta poco coerente e per alcuni episodi chiave che hanno influenzato il giudizio complessivo. Nonostante una partenza decisa sul fronte dei cartellini, il direttore di gara ha mostrato una certa discontinuità nel metro di giudizio, con quattro ammonizioni nei primi 31 minuti, seguite da una fase finale in cui ha evitato di intervenire anche di fronte a situazioni meritevoli di sanzione.
L’episodio che più ha fatto discutere è stato il mancato secondo cartellino giallo a Kelly, già ammonito in precedenza. Al 40’ del secondo tempo, il difensore juventino commette un chiaro fallo su Smolcic, con un evidente step on foot. L’arbitro concede il vantaggio, scelta condivisibile nell’immediato, ma non ritorna sull’azione per sanzionare l’intervento con una seconda ammonizione, lasciando così il giocatore in campo nonostante il fallo evidente. Questo errore pesa sulla valutazione finale, soprattutto considerando che il fallo è avvenuto in una zona del campo potenzialmente pericolosa.
In precedenza, la gestione dei cartellini aveva già mostrato segni di disomogeneità. L’ammonizione a Kelly nella prima frazione è apparsa affrettata, mentre quella successiva ad Alberto Moreno è stata più in linea con l’entità del fallo. Dopo i primi 30′ minuti di gioco, tuttavia, l’arbitro ha notevolmente ridotto l’intervento disciplinare, portando a uno squilibrio nella percezione della severità.
Sul piano delle decisioni tecniche, Ayroldi ha invece mostrato maggiore lucidità. È corretta, ad esempio, la scelta di annullare il gol di David: l’azione è viziata da un fuorigioco netto, con cinque giocatori in posizione irregolare sul passaggio di Locatelli. Tra questi, anche Koopmeiners, David, Thuram, Cambiaso e Rugani tutti oltre la linea rappresentata dall’ultimo difendente biancoblu, nella circostanza Kempf. La decisione è stata presa direttamente in campo, senza bisogno di revisione al VAR.
Altro episodio ben gestito è quello relativo al contatto con il braccio di Diego Carlos nell’area bianconera sul risultato di 1-0. Le proteste di Koopmeiners non trovano fondamento: il tocco con il braccio c’è, ma l’arto è tenuto dietro la schiena e attaccato al corpo, posizione che rende corretta la scelta di non concedere il rigore.
Nel complesso, Ayroldi ha fischiato 32 falli, di cui 17 a carico del Como e 15 della Juventus, mantenendo un bilanciamento numerico, ma non sempre qualitativo. La gestione dei cartellini e, in particolare, la mancata espulsione di Kelly compromettono il giudizio finale sulla sua direzione.
In conclusione per la Redazione di CalcioComo Ayroldi merita un voto in pagella pari a 5.

