Adrian Lahdo è l’unico vero volto nuovo e sconosciuto nel Como post mercato di gennaio. A parte il secondo portiere Tornqvist, che però i tifosi hanno già visto all’opera in allenamento, il centrocampista ex Hammarby desta grande curiosità tra i tifosi. Ha da poco compiuto 18 anni e ha pochissima esperienza nel calcio professionistico, ma ha fatto intravedere doti molto interessanti e la cifra pagata per averlo è da giocatore vero.
Diventare protagonista nel calcio dei grandi però non sarà roba da poco. Lo dice la nostra storia. Il più giovane ad aver segnato in Serie A con la maglia biancoblu è stato Roberto Galia: era il 24 maggio 1981, all’inizio dell’epoca d’oro anni ’80, e all’ultima giornata il siciliano mise a segno il gol della salvezza contro il Bologna.
Quel giorno Galia aveva 18 anni, 3 mesi e 8 giorni. Lahdo potrebbe battere quel record segnando un gol da qui al 3 aprile. Ma queste nostre parole probabilmente non faranno piacere a Fabregas, che nella conferenza stampa di oggi ha predicato calma per il giovane talento di origine siriana: “Lo seguivamo da un anno e mezzo. E’ un talento top, è preparato per giocare, si allena con noi ma è giovanissimo. A me non frega molto dell’età, ma deve capire tantissime cose prima di essere preparatissimo per subentrare tutte le partite. Calma. E’ una mezzala, un Da Cunha, un Sergi Roberto, box to box, transizione difensiva, ha passaggio e conduzione, è molto completo. Ha fatto un po’ di ‘ritiro’ a Marbella visto che era fermo“.
Intanto questa è stata l’occasione per ricordare un momento indelebile nella storia del Como: un ragazzo giovanissimo che regala alla squadra la permanenza in Serie A. Per quanto riguarda Lahdo, se son rose fioriranno.

