L’esperimento del falso nove non è andato bene. O forse sì?

Una radiografia dei primi 30' senza punta. Poche chances concesse e qualche potenziale pericolo creato: Cesc avrebbe potuto perseverare inserendo Rodriguez anziché Douvikas?

Nessun centravanti in campo. Paz, Baturina, Diao e Addai, senza Douvikas. Un’idea che Fabregas ha messo da parte già dopo mezz’ora, quando ha inserito il greco al posto del senegalese infortunato. Ma stava andando così male? Ovviamente per scrivere un articolo più accurato dovremmo sapere per filo e per segno cosa prevedeva il piano-gara di Fabregas. Possiamo immaginarlo. Quando si gioca contro una squadra che pressa alto uomo su uomo, perché schierarsi col falso nove? Per togliere riferimenti ai difensori avversari, portandoli fuori posizione e cercando poi di attaccare gli spazi. Solitamente i requisiti di questo piano di partita sono: giro-palla veloce e preciso, anche partendo dal basso, attirando il pressing per poi effettuare movimenti negli spazi e premiarli con verticalizzazioni precise.

E COM’E’ ANDATA? 

Innanzitutto bisogna ricordare che giocavamo fuori casa contro una squadra forte. E fino al cambio il risultato era in parità. Difensivamente abbiamo rischiato qualcosa, sì, ma prevalentemente su palla inattiva (e una volta su palla persa da Caqueret scivolato al momento del passaggio). La fase offensiva, invece? E’ vero, non abbiamo creato occasioni concrete. Ma qualche presupposto c’è stato. Già al 5′ Addai ha attaccato bene la profondità e Caqueret ha sbagliato l’ultimo passaggio. Al 10′ invece il filtrante di Paz per Diao era ben indirizzato, ma Hermoso l’ha intercettato con una gran scivolata. Al 14′ è Valle a incunearsi nello spazio, ma il suo cross basso è impreciso. Poco dopo il senegalese fa la boa per Nico, che prova il tiro ma lo manda a lato. Tutti potenziali pericoli, che non si sono tramutati in tiri in porta non per motivazioni tattiche, ma per errori tecnici o chiusure difensive avversarie. E non dimentichiamoci della ripartenza devastante di Diao: se non si fosse fatto male, avrebbe potuto tirare in porta quasi indisturbato.

Poi va anche detto che la manovra biancoblu è stata penalizzata dal metro arbitrale, che ha permesso alla Roma di usare il fisico (basti pensare a quando, al 12′, Baturina ha attaccato la profondità ed è stato brutalmente fermato da Ndicka). Ma inserire uno come Douvikas non era certo la soluzione a questo problema.

RESA AFFRETTATA

La sensazione è che, con un pizzico di precisione tecnica e un pizzico di velocità in più, il Como versione falso nove sarebbe riuscito a far male alla Roma. Nel momento in cui Diao si è fatto male, Fabregas ha dovuto scegliere se perseverare con la sua idea oppure no. Ha preferito annullare l’esperimento inserendo una punta e allargando Baturina. La produzione offensiva è sì leggermente aumentata, ma è comunque rimasta sterile. E col 4-2-3-1 abbiamo continuato a subire le iniziative giallorosse, forse ancora di più, fino al gol di Wesley. Solo l’ingresso di Posch in mediana ha davvero movimentato i lariani. Col senno di poi, forse Fabregas avrebbe potuto confermare uno schieramento che non stava andando così male inserendo Rodriguez per Diao. 

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3 mesi fa

Ma se non abbiamo mai tirato in porta non scherziamo

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