Per Mattia Liberali è arrivato l’esordio in Under 21. Subentrato all’intervallo, le sue caratteristiche sono sembrate più adatte al tipo di partita contro un avversario chiuso rispetto a quelle di alcuni compagni. Qualche giocata l’ha fatta vedere, in un pomeriggio ostico per gli azzurrini: “Speravo che fosse un po’ più facile dal punto di vista del risultato e che potessimo sbloccarla prima. Ma siamo stati bravi a tener duro fino all’ultima azione proprio“, ha spiegato alla Gazzetta dello Sport.
Finita questa finestra per le nazionali tornerà al Como
“Se una squadra ha la propria identità e la porta avanti fino alla morte, poi i risultati arrivano. Tutti nel calcio vogliono vincere: per lo scudetto ci sono altre candidate, per me la vittoria è partita per partita. Se uno ne vince tante, poi è più facile prendersi qualcosa di più grande… Ho tanta voglia di lavorare e di dimostrare, ho tanta fame. Ho anche imparato un po’ di spagnolo e un po’ d’inglese, per forza”.
Il ruolo
“Nel calcio di oggi la forza di un giocatore è saper fare più ruoli. Quello che ho fatto fin da piccolo è dietro la punta. Ma anche da esterno posso entrare nel campo. Devo migliorare l’attacco alla profondità e l’intensità quando difendo, ma la cosa che mi riesce meglio è forse vedere prima la giocata. Se posso giocare con Paz? Chiedetelo a Fabregas… In allenamento ci troviamo bene”.
Idoli da bambino
“Totti e il Dybala della Juve”.
Palmisani, portiere del Frosinone e compagno in nazionale
“Quando l’ho visto qui gliel’ho detto: ma chi eri, Buffon?”.
Il Mondiale 2030
“Eh, è un sogno che vorrei esaudire. Sicuramente ci sono prima dei piccoli grandi step che mi piacerebbe fare. Di strada da fare ne ho ancora tanta”.
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