Ludi frena sullo scudetto: «Non ci abbiamo pensato, gli obiettivi si costruiscono giorno dopo giorno»

Il D.s. lariano presenta la sfida con la Roma e rilancia il progetto di Fàbregas: «Lavoro e crescita». Sulla possibile maglia numero 10 per Nico Paz: «È un fuoriclasse, merita quella maglia».

Dopo la sconfitta contro il Frosinone, il Como di Cesc Fàbregas è pronto a ripartire dalla sfida contro la Roma, un confronto che per molti potrebbe assumere i contorni di uno scontro tra candidate allo scudetto. Una lettura che, tuttavia, non trova piena condivisione nelle parole di Carlalberto Ludi. Il direttore sportivo lariano, intervenuto in occasione della 31ª edizione del Premio Gentleman Fair Play, ha presentato così la partita.

«Sarà una grande partita, un match tra due ottime squadre. Una che può essere la rivelazione degli ultimi anni e una candidata a competere per lo scudetto con due grandissimi allenatori. C’è incognita dopo la sosta, ma mi aspetto agonismo, spettacolo, divertimento».

Parole che riconoscono il valore delle due formazioni, ma che al tempo stesso invitano a non confondere i rispettivi percorsi. Como e Roma hanno storie e ambizioni differenti, e il club lariano preferisce concentrarsi sulla propria crescita piuttosto che inseguire paragoni eccessivi.

Scudetto? Il Como pensa soltanto a crescere

Ludi è stato chiaro quando gli è stato chiesto se il Como abbia mai preso in considerazione la possibilità di lottare per il titolo. «No, non ci abbiamo pensato, come non pensavamo alla Champions l’anno scorso. Cesc ha sempre detto che gli obiettivi si pongono durante la stagione, ogni giorno. Lavoriamo e cerchiamo di capire dove possiamo crescere e migliorare».

La filosofia della società si riassume quindi in due parole: lavoro e crescita. Un percorso ancora in costruzione, che richiede tempo e continuità, soprattutto dopo un mercato caratterizzato da numerosi cambiamenti.

La nuova identità e la sfida di giocare ogni tre giorni

Il diesse biancoblu di consolidare il progetto tecnico e societario. «Vogliamo continuare a crescere e a migliorare. Siamo in una fase di costruzione. Quando cambi 8/10 giocatori in un gruppo di 23, bisogna costruire una nuova identità e una nuova cultura, anche se simili a quelle precedenti».

La sfida più impegnativa della stagione sarà riuscire a mantenere competitività anche con un calendario fitto di impegni. «Il grande challenge di quest’anno sarà essere competitivi ogni tre giorni. Vogliamo volare alto, spinti dalla positività della piazza e dei risultati, sviluppare la nostra consapevolezza».

Ludi si è detto fiducioso anche per le qualità umane del gruppo: «Abbiamo ragazzi troppo seri e umili per montarsi la testa. Dobbiamo lavorare come una famiglia».

Nico Paz e la possibile maglia numero 10 di Messi

In chiusura, il dirigente ha dedicato parole importanti a Nico Paz, talento centrale nel progetto comasco, soffermandosi anche sull’ipotesi che possa ereditare la maglia numero 10 di Lionel Messi. «È un fuoriclasse. Un fuoriclasse del lavoro e del calcio. Penso che sia meritevole di quella maglia, è il profilo giusto. È un ragazzo serio, straordinario per valori».

Un’investitura significativa per il giovane talento argentino, che continua a rappresentare uno dei simboli della crescita del Como. Senza proclami sullo scudetto, la strada indicata da Ludi resta quella della costruzione quotidiana, con l’ambizione di migliorare senza perdere di vista umiltà e identità.

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