Il ds del Como, Carlalberto Ludi, ha parlato alla Gazzetta dello Sport a 360° del progetto biancoblu. Queste le sue dichiarazioni più interessanti:
CENTRO SPORTIVO – “Qui all’inizio non c’era neanche il team manager, ma da subito l’idea era di trovare un centro sportivo. Cesc ci ha portato a un livello diverso per far diventare questo spazio come una casa. Il giocatore sta qui dalle 8 alle 16, quindi più interazione coi compagni e più identificazione nel progetto. Inoltre monitoriamo due pasti, il che non ĆØ banale. Se dovessi andare a lavorare altrove, prenderei un giocatore in meno pur di spendere sulle infrastrutture“.
MERCATO – “Ci sono riunioni mensili per capire se gli investimenti fatti stanno andando nella direzione corretta. Non ci si affida più solo al passaparola per capire la personalitĆ dei possibili nuovi acquisti, ma verifichiamo anche la loro attivitĆ social“.
IL RUOLO DEL DS – “Nel 2025 non si può più affidare gli investimenti all’opinione di un singolo direttore sportivo, ĆØ anacronistico. Oggi nel calciomercato ci sono anche speculatori, dinamiche tossiche, persone non professionali. A volte mi demotiva. Però il ruolo del ds sta cambiando in meglio, verso la managerialitĆ . Mi sono iscritto a sociologia perchĆ© mi serve capire meglio le dinamiche dei gruppi“.
CORAGGIO – “Cesc muore per vincere le partite, io muoio per fare il meglio per questo progetto. Dal modello di business fino ad arrivare ai 90′ della domenica, tutto ĆØ caratterizzato dal coraggio e dall’innovazione. Gandler mi chiamò la prima volta parlandomi di Serie A in sette anni, la squadra aveva appena vinto la D, il budget era limitato e non c’era un centro sportivo. Sembrava tutto molto ambizioso, e invece…”
SINIGAGLIA – “I colleghi mi dicono che l’energia che si respira in questo stadio, difficilmente si trova in altri stadi”.
TURISTI – “Non possiamo sviluppare un business del calcio a Como facendo riferimento solo ai 90mila abitanti di Como. Bisogna partire da quelli, perchĆ© sono la nostra anima, e poi rivolgersi ai 5 milioni di visitatori che Como ha tutti gli anni. Sarebbe stato assurdo non sfruttare il brand del lago. La prossima sfida ĆØ quella di legare il turismo al turismo calcistico“.
OBIETTIVI – “Nel medio-lungo termine tutti sogniamo le competizioni europee. Vogliamo sempre migliorare la classifica dell’anno precedente. E inizieremo ad ascoltare anche le offerte per i nostri talenti. Non saremo mai un top team, ma saremo il Como, un progetto profondo e radicato sul territorio. Inter, Milan e Juve sono un’altra cosa per bacino, noi saremo diversi e ciò non significa che saremo peggiori“.


Beh a partire da Suwarso e poi a scalare fino ai magazzinieri e giardinieri la dimostrazione di costante ricerca della perfezione . Ringrazio gli Hartono di aver creduto nella cittĆ di Como anche se tanti comaschi non meritano tutto questo
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Bellissime considerazioni!! Una societĆ un po fuori dai nostri tempi, dove contano più le parole che i fatti. Gli Hartono programmano ogni cosa ed i risultati si vedono. Seguo il Como dal 1974 e mai avrei immaginato di avere una societĆ cosƬ fantastica! Sognare non costa nulla…
PerchƩ non saremo un Top team?