Roma e Como si affronteranno lunedì ed entrambe hanno una classifica soddisfacente, considerando le premesse della stagione. Nella Capitale ci si chiedeva quanto tempo sarebbe servito a Gasperini per ingranare, invece è praticamente sempre rimasto in zona Champions. Gli obiettivi lariani li conosciamo bene: probabilmente nessuno si aspettava di essere così in alto così presto.
PRIMA POCO, ORA NIENTE
Il tutto nonostante un problema: le punte. A Como Morata ha deluso le aspettative soprattutto dal punto di vista realizzativo, ma anche nelle altre fasi di gioco ci si aspettava di più. Douvikas ha fatto il suo, giocando però molto meno. Ora lo spagnolo si è fatto male e vedremo quali scelte prenderà Fabregas: il greco scalpita e spera di avere una chance contro la miglior difesa della Serie A, ma non sono escluse soluzioni alternative.
TRE FLOP E UN OCCHIO AL MERCATO
A Roma pensavano di avere due punte e mezzo di alto profilo, con un tecnico che solitamente le esalta. Ma Dovbyk, dopo una stagione 24-25 da 12 gol, ne ha fatti appena 2 in 10 partite e ora si è fatto male. Dybala resta fisicamente problematico ma perlomeno prima quando c’era faceva la differenza: ad oggi invece appena un gol e un assist (e un rigore sbagliato). Per il volto nuovo Ferguson, stesso bilancio – mediocre – dell’argentino in Serie A. Una situazione che ha spinto la dirigenza a guardarsi attorno sul mercato, individuando il nome di Zirkzee (tra l’altro accostato fugacemente anche al Como, prima della smentita di Ludi).
COLPO DI CODA: TROPPO TARDI?
La novità però è che in Europa League Ferguson ha trovato una doppietta pesante in casa del Celtic. E questo potrebbe assicurargli una maglia lunedì sera, dove però si ritroverà contro una difesa organizzata come quella biancoblu. Diego Carlos e Ramon vengono da una giornata-no a San Siro, ma sanno limitare gli attaccanti avversari e lo stanno dimostrando.
Se saranno Douvikas e Ferguson a partire titolari, per entrambi sarà una bella prova del nove. E visto che nel calcio le cose cambiano in fretta, magari martedì mattina una delle due squadre che ora ritiene di avere un problema davanti, esalterà il proprio attaccante.

