Un mesetto fa, chi scrive stava guardando Barcellona-Real Madrid, finale di Coppa del Re. Livello altissimo. Intensità forsennata. E ho pensato: Nico Paz come se la caverebbe a questo livello? Mi sono risposto con un “mah” piuttosto scettico. Ora pare che i blancos vogliano già riportare a casa il talento nato nelle Isole Canarie. Ma è già pronto per giocare a quel livello? Parliamone insieme, attraverso dati ma anche sensazioni. Fermo restando che la speranza di tutti noi è quella di vederlo ancora qui nella stagione 2025-26.
TALENTO E QUALITA’ TECNICA – Da questo punto di vista sì, Nico è pronto. Quest’anno in ogni partita ci ha fatto strabuzzare gli occhi almeno una volta, anche quando non era particolarmente ispirato. Domenica per esempio non ha giocato benissimo, ma ha dato il via all’azione del gol con la giocata che vedete qui sotto. L’argentino è sopra la media dei suoi pari ruolo per precisione passaggi, passaggi progressivi, assist (8, solo Pulisic e Lukaku ne hanno di più in Serie A), creazione occasioni e dribbling riusciti (nettamente primo in tutto il campionato). Poi la domanda è: con la pressione che avrebbe al Real, col posto da titolare tutt’altro che sicuro, riuscirebbe a fare giocate come quelle viste quest’anno? Boh, però la potenzialità c’è tutta.
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INTENSITA’ E PERSONALITA’ – Nico è un ragazzo a posto, serio, che si è portato la famiglia a Como. Ha sopportato il gran chiacchiericcio mediatico che dura praticamente da novembre, tra valanghe di complimenti e accostamenti continui all’Inter. Solo ultimamente abbiamo avuto la sensazione di un giocatore un po’ stanco e psicologicamente appesantito. Ma alcuni punti fermi ci sono: non si è mai fatto male – e nel calcio di oggi non è un dettaglio -, non smette mai di correre neanche al 94′, ha numeri positivi su duelli vinti (il migliore del Como, 12° in tutta la A), intercetti e palloni rubati. Di sicuro non creerebbe problemi nello spogliatoio madrileno, forse deve ancora crescere a livello di carisma e personalità (in questo senso un altro anno a Como gli farebbe bene), però Xabi Alonso potrebbe contare su un giocatore affidabile anche in fase di non possesso, fortificato da Fabregas che fa del recupero alto del pallone il suo mantra.
DUTTILITA’ E INTELLIGENZA TATTICA – Anche su questo, possiamo mettere la mano sul fuoco. Ovvio, parliamo di un ragazzo giovanissimo che ha ancora tanto da imparare su come si sta in campo. Però ha dimostrato di saper ricoprire più ruoli – mezzala, trequartista, falso nove, anche esterno d’attacco di recente – e la heatmap targata Sofascore qui sotto ce lo fa vedere. In quasi tutte le posizioni ha saputo trovare il modo per rendersi pericoloso. E anche in quanto a letture dei momenti della partita, Nico è bravo. Gli manca un po’ di esperienza, ma è bravo.

EFFICACIA OFFENSIVA – Questo è forse il difetto più grande del 79. E’ secondo in tutta la Serie A per tiri, quarto per tiri in porta, ma la classifica marcatori lo mette al 44° posto. Nel rapporto tra gol fatti e tiri in porta, Nico è 162° in campionato, dietro anche a Goldaniga e Ikoné. Ma c’è un dato che colpisce ancora di più: se facciamo la sottrazione Gol-xG, abbiamo un dato negativo di 3,1: in tutta la Serie A, solo Pasalic e Abraham fanno peggio. Poi noi che guardiamo le partite sappiamo che Paz sa tirare in porta, eccome. Però in quanto a incisività, non è ancora al livello di un top club. Dove tra l’altro avrebbe più tensione e meno fiducia: i suoi dati in area avversaria potrebbero anche peggiorare. Vedendo il lato positivo di questi dati, ha il coraggio di prendersi tante responsabilità.
Potremmo dire tante altre cose, ma non vogliamo dilungarci troppo. Se parliamo di qualità tecniche, intelligenza tattica e professionalità, Nico può già stare nella rosa del Real . Gli mancano esperienza, un po’ di carisma e – soprattutto – è carente in fase di finalizzazione. Un altro anno a Como lo rafforzerebbe ancora di più. Anche perché in quel ruolo a Madrid c’è un fenomeno come Jude Bellingham. Se Xabi Alonso vuole prenderselo subito, dovrà essere bravo a entrargli nella testa, dandogli la stessa carica che è riuscito a trasmettergli Fabregas e mentalizzandolo sul ruolo di carta a partita in corso. Altrimenti il rischio è che assieme al minutaggio calino anche le sue prestazioni.



