Maccoppi: “Ai miei tempi Rodriguez l’avremmo preso per le orecchie…”

L'ex bandiera biancoblu critica Fabregas sul tema-italiani: "Sta facendo un grande lavoro, ma forse non conosce del tutto la storia del Como..."

Oltre 200 presenze (e undici gol, da difensore) in biancoblu tra il 1982 e il 1990: Stefano Maccoppi ĆØ un simbolo del Como, protagonista dell’epoca d’oro a tutt’oggi ineguagliata. E ieri ĆØ stato ospite di Espansione Tv, esprimendosi su vari argomenti:

ANDAMENTO DELLA SQUADRA – “GiĆ  nello scorso girone di ritorno le cose erano migliorate. Quest’anno si ĆØ partiti benissimo nonostante tanti giocatori nuovi. Fabregas ha fatto un grandissimo lavoro su entrambe le fasi. Ha un impianto di gioco piacevole. Poi si può anche andare in difficoltĆ  contro squadre attrezzate“.

L’ULTIMO PAREGGIO – “La Cremonese sta andando benissimo. Io conosco bene mister Nicola perchĆ© l’ho allenato un anno allo Spezia. Conosco la persona e quello che trasmette. Quindi era un avversario che andava preso con le pinze. E’ un pareggio che durante l’anno può capitare, nessun dramma. Non ho capito le reazioni che ci sono state, anche dopo la partita. Questo non deve esserci perchĆ© non dai una bella immagine. Bisogna accettare il risultato e analizzarlo in vista della partita successiva“.

IL ROSSO A RODRIGUEZ – “Ai miei tempi l’avrebbero preso per le orecchie per l’atteggiamento che ha avuto. Ha subƬto una cosa brutta dall’avversario, ma in qualsiasi categoria di questi episodi ne succedono a migliaia. Il giocatore deve essere equilibrato e non reagire cosƬ. Questo dev’essere di insegnamento: non reagire a provocazioni stupide“.

ARBITRI – “Quando vesti la maglia del Como e giochi contro le grandi, un fallo al 50-50 viene dato tendenzialmente in favore della grande. Forse per la poca personalitĆ  degli arbitri e per le tante pressioni che ci sono. Ora c’ĆØ il VAR che però a volte non viene utilizzato o viene utilizzato male. E’ un peccato, invece che migliorare, le discussioni vengono alimentate. E’ anche il bello del calcio discuterne, però poi ci sono in ballo campionati e soldi“.

SETTORE GIOVANILE – “Ricordo una partita dei miei tempi contro la Lazio in cui mi sono girato e ho detto: ‘Questa ĆØ la Primavera di 2/3 anni fa!’ Braglia, Notaristefano, Invernizzi, DidonĆ©, Fusi… Forse Fabregas non conosce del tutto la storia del Como e com’ĆØ stato costruito negli anni: era una fabbrica di talenti. Dire che non ci sono giocatori italiani da allenatore del Como (QUI le parole di Cesc, poi ‘aggiustate’ più volte nelle conferenze stampa successive, ndr) mi sembra quindi quasi una bestemmia. Vado a vedere anche i campionati inferiori e i giocatori ci sono“.

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