Pierpaolo Marino, storico dirigente con trascorsi tra le altre in Napoli e Udinese, ha parlato ieri a TMW Radio di vari temi. “Il calcio tra dieci anni me lo aspetto molto simile alla NBA. Si cercherà il business a danno della passione vera, e giocatori che passeranno di club in club con molta rapidità. Le proprietà estere che stanno arrivano in Italia stanno pagando ancora lo scotto del noviziato, spesso si sono affidate a manager giovani ma meno esperti di campo. Credo che il migliore acquisto dell’anno in Serie A sia stato Nico Paz, anche considerando la sua età“.
Una considerazione anche sul Como in generale: “Molto bene, è una provinciale che pensa in grande. Credo che dovremmo aggiungerla al tavolo dei grandi tra qualche anno, come fu per il Parma di Tanzi. Ma quando si va sopra i giri delle proprie potenzialità di ricavi, ci si lega tanto alla proprietà. E dipendere tanto dagli umori di una proprietà non ti fa stare tranquillo, perché ci possono essere cambiamenti di umore. Speriamo però non sia così in questo caso“.



Apprezzo molto Marino, ma quella che mette sul piatto è una questione che può valere per tutte le società e non solo per il Como. Penso a Inter, Milan, Roma che hanno proprietà straniere. Sicuramente le loro entrate sono maggiori per via del seguito a livello internazionale ma se non arrivano i risultati anche loro possono decidere di abbandonare.