“Mi fai schifo!” Trasferte: la Serie A è a un punto di non ritorno

Tra divieti ingiusti, orari decisi all'ultimo, prezzi alti e settori ospiti poco accoglienti, la situazione è critica. E la Curva Como si fa sentire

Per quanto ancora i tifosi italiani andranno in trasferta? La sensazione è che il vaso sia sul punto di traboccare. La voglia di sostenere la propria squadra, di difendere l’onore della propria città e di stare insieme agli amici non manca, ma è sempre più logorata, sfibrata, corrosa dalla miopia delle istituzioni italiane.

Praticamente tutte le curve italiane sono sul piede di guerra, per un motivo o per l’altro. C’è chi subisce divieti ingiusti: ormai le trasferte vietate sono all’ordine del giorno. E gli scontri tra gruppetti ultras portano regolarmente a “squalifiche” di diverse settimane o addirittura per tutta la stagione. Ai singoli individui colpevoli? Macché, pagano tutti, anche chi non c’entra nulla. Eppure il Consiglio d’Europa invita gli Stati a dare priorità alla responsabilità individuale. Ma in un mondo in cui ci si bombarda violando bellamente il diritto internazionale, che importa di una raccomandazione simile? Divieti, divieti e ancora divieti.

Che si sommano ad altre problematiche. La prima è relativa al prezzo dei biglietti. I tifosi atalantini hanno recentemente contestato i 39 euro richiesti per il settore ospiti di Reggio Emilia. Ma non è un caso isolato, anzi. Tariffe che sarebbero alte anche in stadi modernissimi; a maggior ragione lo sono negli impianti italiani che offrono servizi scadenti pure ai tifosi di casa, figurarsi a chi viene da fuori. E c’è anche la situazione paradossale per la quale nello stadio X i biglietti per i tifosi del Sassuolo vengono venduti a una cifra, mentre per i tifosi del Milan costano il doppio.

Aggiungiamo a quanto sopra anche l’approssimazione della Lega di Serie A, che comunica date e orari delle partite con pochissimo anticipo. In Inghilterra hanno già il programma fino a fine aprile; qui andiamo di mese in mese, se non di settimana in settimana. Finché la trasferta è vicina, tutto si può gestire. Ma quando bisogna attraversare lo stivale o addirittura il mare, programmarsi in anticipo è fondamentale. A Cagliari la Curva Como ha esposto uno striscione eloquente: “Una settimana di preavviso: Lega italiana mi fai schifo”. In effetti la calendarizzazione di Cagliari-Como è stata ufficializzata solo otto giorni prima della partita, rendendo impossibile trovare biglietti aerei a buon mercato. Un vero e proprio scandalo, oltretutto per due squadre che non fanno le coppe.

Occhio, perché le tifoserie in trasferta sono molto più di un potenziale pericolo per l’ordine pubblico. Creano ricchezza, indotto, spettacolo allo stadio. A furia di maltrattarle, la corda si spezza.

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