Morata è una scheggia impazzita. Fabregas: parole da game over

Non solo impreciso, anche mentalmente inaffidabile. Cesc ha voluto Alvaro e gli ha dato fiducia, ma non può affondare con lui

Non ce la fa. Ci prova, ma non ce la fa proprio. Morata ha giocato in squadre enormi: Real Madrid, Atletico, Juventus, Chelsea, Spagna. Chissà quante marcature attente ha dovuto fronteggiare. Chissà quante migliaia di provocazioni ha subìto. Se è diventato un attaccante di successo, campione d’Europa, è perché si è spesso dimostrato in grado di prevalere sui suoi avversari. Ora non ce la fa più.

Le vicende personali incidono sul lavoro di ognuno di noi, calciatori compresi, ma chi scrive non ha intenzione di scivolare sul pendio del gossip. E – per quanto possa dispiacerci vedere affondare in questo modo un ragazzo di 33 anni – non ha nemmeno senso commiserare troppo quest’uomo, pagato per giocare bene a pallone e per fare gli interessi del suo club.

Ricordate il post social da capitano vero con Vigorito? Sembrava essere un buon viatico. Illusorio anche il successivo gol di Firenze in Coppa Italia con tanto di commozione post partita. “Ecco, Fabregas ha recuperato anche Morata”, abbiamo pensato. E forse l’ha pensato anche Cesc. Ma mettere una foto su Instagram è facile. Segnare un gol all’ultimo minuto in contropiede a porta vuota, pure. E siamo capaci tutti anche di dire belle parole ai microfoni dell’inviato Mediaset. Quel che non è facile è sbloccare partite come Como-Atalanta, quando il n°7 si è mangiato due gol. Quel che non è facile è rimanere lucidi in una giornata storta come quella di ieri: non ci è riuscito, lasciando la squadra in dieci e riducendo drasticamente le possibilità di pareggiare.

L’estate scorsa Fabregas l’ha voluto. Fortissimamente. Era convinto di recuperarlo e non ha mai smesso di dargli fiducia, senza essere ripagato. Se la squadra avesse reso anche solo un po’ meno, saremmo tutti qui a rimproverare il tecnico catalano per quella scelta. Le schiettissime parole di ieri cosa sono? Un ultimo tentativo o una resa? Non parliamo di una semplice crisi tecnica: qui si tratta di un attaccante che non solo è a 0 gol in campionato, ma che ha tirato un rigore-mozzarella a Napoli, ha chiesto il cambio perché provocato da Yerry Mina (manco fosse Sergio Ramos) ed è cascato nella trappola di due mestieranti come Pongracic e Ranieri. Come fai a rimettere in campo una scheggia impazzita del genere? Cesc non era stato così caustico neanche con Dele Alli, che perlomeno era stato espulso per un tackle e non per un bisticcio. C’è puzza di game over. 

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