Nel calcio italiano, il ruolo del numero 10 è sempre stato sinonimo di genialità, libertà e fantasia. Da Roberto Baggio ad Alessandro Del Piero, da Totti a Zidane, passando per Zola e Savicevic, quel numero ha rappresentato un’arte ormai sempre più rara. E proprio uno degli ultimi interpreti autentici di quella scuola, Domenico Morfeo, è tornato a parlarne in un’intervista concessa a Tuttosport, prendendo spunto dai due nuovi “Dieci” che illumineranno Como-Juventus di domenica: Nico Paz e Kenan Yildiz (come del resto avevamo sottolineato già a metà dello scorso settembre noi di CalcioComo – LEGGI QUI).
“Il talento oggi non si coltiva più”
Morfeo parte da una riflessione amara: «Di veri numeri 10 ce ne sono sempre meno. Oggi il calcio è troppo tattico, e spesso gli allenatori vogliono essere i protagonisti, limitando la libertà dei calciatori più creativi». Un contesto, secondo l’ex fantasista, che rischia di soffocare il talento sin dai settori giovanili: «Si inventano ruoli, si adattano i giocatori a posizioni che non sono le loro. Ma non funziona così. Il talento va lasciato libero di esprimersi».
Yildiz, più vicino alla porta
Su Kenan Yildiz, Morfeo non ha dubbi: «Deve giocare dove può valorizzare al massimo il suo talento, più vicino alla porta. Non serve fissarlo in un ruolo: dipende dalla squadra, dai compagni e dal modo di giocare». Il turco della Juventus, autore di prestazioni in costante crescita anche in Nazionale, rappresenta per l’ex Parma un talento moderno, dotato di grande tecnica e personalità.
Paz, il trequartista d’altri tempi
Morfeo mostra però una leggera preferenza per il giovane Nico Paz del Como: «Fisicamente strutturato, sa proteggere il pallone e dribblare girandosi sul piede perno, come facevano i veri numeri 10 di una volta. Ma questo non significa che sia superiore a Yildiz: sono due giocatori diversi, entrambi bellissimi da vedere».
Il fantasista reggino riconosce in Paz una propensione naturale alla giocata secca, al dribbling che spacca le difese: «Quello che sta facendo al Como è evidente, ma Yildiz ha trovato la sua continuità e segna anche con la Turchia. Sono due ragazzi che hanno personalità e sanno farsi rispettare».
“Un calcio che ha perso i suoi artisti”
Morfeo, ripensando alla sua generazione, sottolinea quanto sia cambiato il panorama calcistico italiano: «Ai miei tempi c’erano tanti numeri 10 fortissimi: Baggio, Del Piero, Totti… e sì, anche Morfeo. Oggi sarebbe difficile rivedere tanta qualità tutta insieme. Forse il sistema calcio deve tornare a valorizzare la fantasia, anche attraverso gli educatori delle scuole giovanili. Si insegna tattica, ma non si coltiva più il genio».
Due eredi di una tradizione da ritrovare
Guardando a Paz e Yildiz, Morfeo riconosce in loro una speranza per la rinascita del calcio spettacolare: «Sono due giocatori che fanno divertire e che sanno essere decisivi per le loro squadre. Juventus e Como possono contare su talenti puri, capaci di dare sempre qualcosa in più».
Per l’ex trequartista, la sfida di domenica sarà una celebrazione del numero 10 moderno e del suo erede naturale: due stili diversi, la stessa magia negli occhi di chi ama il calcio d’invenzione.


