Napoli-Como, una storia di episodi e rimpianti: i precedenti più curiosi

Dagli episodi arbitrali del 1976 e del 1989 fino al recente confronto in Serie A, la sfida tra partenopei e lariani è sempre stata segnata da momenti discussi e risultati al fotofinish.

Non sono molti i precedenti tra Napoli e Como, ma la storia delle sfide tra azzurri e lariani è costellata di episodi curiosi, polemiche arbitrali e finali rocamboleschi. In vista del match di questa sera alle 18:00 al “Maradona”, vale la pena ripercorrere alcuni dei capitoli più significativi di questo confronto.

Uno dei ricordi più vividi risale al 12 febbraio 1989, una giornata che tenne col fiato sospeso non solo Napoli e Como, ma anche l’Inter, in piena corsa scudetto. Allo stadio San Paolo (oggi Maradona appunto, Ndr) andò in scena un 3-2 che ancora oggi fa discutere.

Il match iniziò con un episodio destinato a far storia: il gol del vantaggio azzurro, firmato Careca, fu convalidato nonostante il pallone, secondo molti, non avesse superato interamente la linea di porta. Un “gol fantasma” che aprì le proteste del Como, in porta con Savorani, giovane debuttante in Serie A al posto di Paradisi.

Nonostante la partenza in salita, i lariani reagirono da grande squadra, ribaltando il risultato con le reti di Corneliusson e Simone. A quel punto il Napoli sembrava spacciato, mentre l’Inter conduceva a Firenze, portandosi virtualmente a +5. Ma nel finale arrivò il contro-ribaltone partenopeo, con i gol di Neri e Carnevale che fissarono il 3-2 finale.

Anche quella partita, però, non fu esente da polemiche. L’espulsione di Lorenzini per un presunto sputo verso De Napoli, dopo due ammonizioni discutibili, lasciò il Como in dieci uomini. Un episodio che, a detta di molti, influenzò il risultato e segnò la stagione dei lariani, poi retrocessi. Per il Napoli, quella rimonta fu vissuta come una vittoria da scudetto, anche se il titolo alla fine andò all’Inter.

Tornando ancora più indietro nel tempo, un’altra partita rimasta nella memoria collettiva è quella del campionato 1975/76, prima giornata di Serie A. Il Como neopromosso affrontava il Napoli in un San Paolo gremito, con i riflettori puntati su Giuseppe Savoldi, appena acquistato dal Bologna per la cifra record di due miliardi di lire.

Anche quella sfida finì tra le polemiche. Dopo un rigore trasformato e poi fatto ripetere con il secondo tentativo fallito proprio da Savoldi — il Napoli ottenne un nuovo penalty a sette minuti dalla fine per un presunto fallo di mano di Garbarini, mai confermato dalle immagini. Il bomber partenopeo segnò stavolta il gol dell’1-0 finale, mentre il Como, solido e ben organizzato, avrebbe meritato almeno un punto.

Più recentemente, anche la sfida della scorsa stagione ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi lariani. Il Como giocò un primo tempo brillante, mettendo in difficoltà i futuri campioni d’Italia. La sconfitta arrivò soltanto a causa di un rigore ingenuamente concesso da Sergi Roberto, episodio che ha ricordato ai tifosi le tante beffe del passato.

Dagli anni Settanta a oggi, Napoli-Como resta quindi una sfida ricca di fascino e di storia, dove spesso gli episodi hanno fatto la differenza. Questa sera al “Maradona” si riaccende un confronto che, pur con pochi capitoli, ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria di entrambe le tifoserie.

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