Né drammi né sconti: il 4-0 di San Siro va guardato in faccia

Ieri abbiamo visto difetti che ci stanno. Ma la sconfitta con l'Inter va definita come realmente è: un brutto passaggio a vuoto, non uno 0-1 equilibrato

Da sempre il calcio ha un’enorme componente irrazionale. Per fortuna. Se fosse scientifico e oggettivo, non sarebbe così bello. Il rovescio della medaglia è che è facile perdere il senso delle cose. Ci si esalta per le vittorie, ci si abbatte per le sconfitte. E allora cosa si fa? Si cerca di fare analisi equilibrate, equilibratissime, col rischio però di passare all’estremo opposto. Succede per esempio che il Como perda 4-0 a San Siro e il pensiero prevalente tra i tifosi sia: “Beh dai, fa niente, non perdevamo da tanto, chi se ne frega”.

Giusto e lodevole non fare drammi, ci mancherebbe. Giusto anche sottolineare il recente rendimento della squadra: ha ragione Fabregas, nelle ultime 38 partite abbiamo fatto 62 punti ed è un bottino enorme! In un percorso di crescita così marcato e veloce, un passaggio a vuoto è fisiologico. Però bisogna definirlo per quello che è: un brutto passaggio a vuoto.

Inter-Como dell’anno scorso sì che si poteva liquidare come sconfitta “normale”: primo tempo alla pari, gol preso da calcio piazzato, raddoppio nel finale in contropiede e vabbè. Siamo andati a ripescare le nostre pagelle di allora: distribuimmo diverse sufficienze e anche qualche 6,5. Ieri abbiamo visto un Como molto peggiore. Oh, tutte cose che ci stanno: la fragilità sin dal primo minuto, il primo tempo senza tiri in porta, le poche occasioni avute nella ripresa non sfruttate, il crollo finale. Cose che ci stanno ma che vanno scritte, dette e migliorate. Fingere che ieri sia arrivato un 1-0 tirato anziché un 4-0 netto equivale – secondo noi – a mettere la polvere sotto il tappeto, a fare un danno alla squadra e anche a mancare di rispetto verso noi stessi, che soffrivamo a ogni gol subìto.

L’Inter ha dimostrato di essere – per ora… – molto più forte del Como, non tanto sul piano-gara alla lavagna, ma in campo, su ogni contrasto, ogni seconda palla, ogni fraseggio veloce. Ci sta. Ma la squadra di Chivu non vince tutte le partite 4-0, anzi, settimana scorsa ha faticato a sbancare Pisa. Non gioca sempre con questa foga, è vero, ma evidentemente anche Da Cunha e compagni potevano e dovevano fare di più. Quindi applaudiamo la squadra per quanto fatto finora, ma non per ieri.

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Sem Amicucci
Sem Amicucci
3 mesi fa

Ottimo articolo. Obbiettivo, moderato, rispettoso.

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