Nico Paz in panchina col Lecce per punizione. Ma ora si guarda avanti

Pesa un ritardo di pochi minuti a una riunione con la squadra. E secondo La Provincia sabato Fabregas avrebbe avuto anche un battibecco con Morata

L’edizione odierna de La Provincia riporta, conferma e approfondisce un’indiscrezione apparsa online nelle scorse ore. Riguardante il motivo per il quale Nico Paz ĆØ partito dalla panchina contro il Lecce. Sorprendentemente. Non poteva essere per ragioni di gestione energie, visto che l’argentino era stato squalificato la partita precedente. Qualcuno aveva pensato a un’esclusione motivazionale, considerando il momento non brillantissimo del ragazzo.

Invece alla base della scelta ci sarebbe una punizione disciplinare. Nico sarebbe infatti arrivato in ritardo di pochissimi minutiĀ a una riunione con la squadra e per questo Fabregas, come giĆ  successo in passato con altri giocatori, l’ha lasciato in panchina. Lo stesso Cesc nel postpartita l’ha definita “una questione di cultura che stiamo cercando di portare al Como“. Ora abbiamo capito cosa intendeva. Rispetto delle regole e protezione del gruppo.Ā 

Il numero 10 ĆØ entrato, ha fatto il suo, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, anche se c’ĆØ chi dice che a fine partita il viso non fosse proprio “buono”. Ma d’altronde, come scrisse San Paolo, “sul momento la disciplina non sembra essere motivo di gioia, anzi ĆØ dolorosa; poi però produce un frutto di pace e giustizia“. Discorso che può certamente valere anche in questo contesto lavorativo e profano. A 20 anni sono tutte lezioni di vita da cui imparare. Domani c’ĆØ giĆ  un’altra partita, per Fabregas la questione pare sia chiusa, ora tocca al ragazzo. Che dal rigore contro l’Atalanta in poi ĆØ apparso un po’ abbacchiato ma che sembra avere la testa del campione: chissĆ  che questo scossone non lo aiuti a tornare quello di prima.

Un altro retroscena riguarda Morata e il momento del suo infortunio: “Pare Fabregas abbia avuto un battibecco con lui sulla eventualitĆ  di rientrare o meno in campo, con l’allenatore che gli chiedeva se potesse farcela e il giocatore che diceva di no, il tutto in modi concitati come ĆØ normale che succeda durante un match. ƈ dovuto intervenire Guindos per chiarire la faccenda“, scrive il quotidiano.

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