Nonostante la sconfitta con il Bologna i segnali del Como rimangono incoraggianti

Contro il Bologna una prova sottovalutata: Fabregas deluso dal risultato, ma i numeri raccontano un’altra storia

Nonostante la sconfitta di misura rimediata sul campo del Bologna, il Como ha mostrato alcuni aspetti incoraggianti in vista del prossimo match contro il Genoa. La lettura a freddo della partita da parte dello staff tecnico ha messo in luce prestazioni statistiche positive che, nel calcio, non sempre coincidono con il risultato finale come ricordano i colleghi de La Provincia. E infatti l’1-0 subito dai lariani non fotografa pienamente l’andamento di una gara dove, pur con qualche limite evidente, la squadra di Cesc Fàbregas ha saputo gestire il possesso e limitare gli avversari.

Il paradosso del possesso palla

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dall’analisi post-partita è stato il numero di passaggi concessi alle due squadre prima di perdere il possesso. Il Como, infatti, recuperava palla già dopo 6-7 tocchi del Bologna, mentre i rossoblù avevano bisogno di 15-16 passaggi per riconquistarla. Un dato che conferma il buon lavoro nel pressing e nella gestione del ritmo da parte dei lariani, che però non si è tradotto in efficacia sotto porta.

Un solo tiro in porta, ma non per mancanza di gioco

La critica più frequente dopo il fischio finale è stata la totale assenza di tiri nello specchio, fatta eccezione per un’unica conclusione. Tuttavia, come ha sottolineato lo stesso Fabregas, non si è trattato di una prestazione sterile o priva di idee, ma di una serie di errori sistematici negli ultimi venti metri. L’ultimo passaggio è stato il tallone d’Achille della manovra, con scelte sbagliate anche in situazioni favorevoli.

Due episodi su tutti: nel primo tempo, Rodriguez ha cercato Douvikas con un esterno difficile da controllare, sprecando un’azione in campo aperto. Nel secondo, Nico Paz ha preferito la conclusione personale a un assist facile per Rodriguez, sciupando una delle occasioni più nitide. Situazioni che evidenziano problemi più legati alla lucidità che alla costruzione del gioco.

Un attacco da registrare, ma le basi ci sono

Fàbregas si è mostrato visibilmente contrariato dopo il triplice fischio, probabilmente anche per le critiche ricevute sugli spalti. Tuttavia, la visione approfondita della gara ha permesso di riequilibrare le valutazioni. Il Como ha generato superiorità numerica a centrocampo, ha occupato bene il campo e ha prodotto diverse azioni classificate come potenziali occasioni da gol secondo le metriche avanzate.

L’allenatore spagnolo, che ha puntato molto sulla rifinitura e sulla qualità nell’ultimo passaggio, si è ritrovato davanti a una prestazione inspiegabile proprio in quella zona che considera fondamentale e su cui lavora duramente negli allenamenti. Il Como, dopo un mercato mirato a rinforzare proprio la trequarti, non può permettersi di sbagliare così spesso negli ultimi metri.

Test importante contro il Genoa

Con 3 punti raccolti nelle prime due giornate, il Como si prepara ora alla sfida casalinga contro il Genoa allo stadio “Sinigaglia“. Una partita che rappresenta un banco di prova cruciale, sia per valutare i progressi della squadra sia per testare la capacità di capitalizzare il buon gioco prodotto. Se la fase offensiva riuscirà a trovare più precisione, le basi viste a Bologna potrebbero trasformarsi in risultati concreti.

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