Nuovo Sinigaglia, tra ritardi e nodi aperti: il confronto tecnico sul progetto del Como

Le osservazioni dell’architetto Giuseppe Cosenza riaccendono il dibattito sul percorso autorizzativo e sulle incognite legate a concessione, parcheggi e tempi dell’iter.

Il dibattito sul progetto del nuovo stadio “Sinigaglia” torna al centro della scena, dopo le dichiarazioni del presidente del Como 1907, Mirwan Suwarso, rilasciate ai microfoni di Sky Sport, e la successiva replica dell’architetto Giuseppe Cosenza, già dirigente del Comune di Como e firmatario della variante al Pgt. Le sue considerazioni, riportate da La Provincia, si concentrano soprattutto sulla lentezza con cui sta procedendo l’adeguamento del progetto alle richieste della Soprintendenza, sollevando interrogativi sulle reali motivazioni dei ritardi.

Cosenza evidenzia come la società debba rivedere sia l’impianto progettuale sia il piano finanziario, in base alle indicazioni ricevute dagli uffici ministeriali, che hanno chiesto una modifica limitata alla riduzione di circa mille posti, lasciando invece inalterate le componenti turistico-commerciali previste nella versione iniziale. Un quadro che, a suo giudizio, non giustificherebbe tempi così lunghi: sono trascorsi quasi quattro mesi dal parere espresso in Conferenza dei servizi, senza che sia stata presentata una proposta aggiornata.

Secondo l’architetto, non si è ancora entrati nella fase del progetto definitivo, ma si tratta di una proposta preliminare che richiederebbe interventi di entità contenuta. Per questo motivo si domanda quali siano le questioni che stanno rallentando la revisione del dossier. Una possibile risposta, spiega, potrebbe trovarsi al di fuori delle carte progettuali.

Cosenza richiama infatti due punti ancora da sciogliere. Il primo riguarda la durata della concessione, oggetto di una richiesta di ridimensionamento da parte della società di consulenza esterna incaricata dal Comune. Una riduzione sensibile del periodo di gestione potrebbe aver generato perplessità nella proprietà del Como 1907, rendendo necessario un supplemento di valutazione.

Il secondo nodo è legato al futuro dell’area oggi occupata dalla scuola “Corridoni”. La previsione dell’autosilo in sua sostituzione – già contestata da genitori, opposizioni e destinataria di ricorsi al Tar – viene giudicata dall’esperto una scelta sbagliata, sia per l’impatto sulla comunità scolastica sia sotto il profilo della mobilità. A suo avviso, la distanza tra il parcheggio alternativo proposto al Pulesin e l’impianto sportivo comprometterebbe l’efficacia delle attività commerciali previste all’interno dello stadio, che necessitano di un posteggio adiacente.

L’architetto respinge inoltre ogni responsabilità imputabile alla macchina amministrativa, osservando come la Conferenza dei Servizi si sia svolta in tempi adeguati. Le perplessità, sottolinea, emergono semmai dal prolungato silenzio sulla revisione della proposta progettuale, nonostante le richieste della Soprintendenza non siano tali da stravolgere quanto già presentato. Da qui la lettura secondo cui la società starebbe valutando l’intera operazione, soprattutto considerando che lo stesso Suwarso ha dichiarato pubblicamente come lo stadio non rappresenti il core business del club.

Nel frattempo, l’iter amministrativo resta nelle sue fasi iniziali. Chiusa la prima Conferenza dei Servizi, la società lariana aveva annunciato un periodo di ascolto della città, mentre spetta ora alla giunta comunale esprimere la dichiarazione di pubblico interesse. Solo dopo, il progetto potrà entrare nella fase di definizione tecnica, per poi tornare in Conferenza dei servizi nella sua versione decisoria. Successivamente si passerà all’assegnazione della concessione, al progetto esecutivo e infine all’apertura dei cantieri.

Le prime previsioni ipotizzavano la conclusione dell’iter entro maggio 2026; una data già rivista dal sindaco, che aveva indicato come nuovo riferimento il termine del proprio mandato. L’attuale stallo, tuttavia, aggiunge ulteriori incognite sui tempi di realizzazione del nuovo “Sinigaglia, alimentando un confronto sempre più acceso tra istituzioni, tecnici e società.

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4 mesi fa

Sveglia che lo stadio va rifatto non perdiamo questa occasione con questa proprietà se no non vedremo ma piu una cosa del genere sveglia!!!!!

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4 mesi fa

Ma perche’ a Pisa non ci sono stati tutti questi problemi ???

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4 mesi fa

Ah ecco, non è per via della macchina amministrativa. Eh, avevo capito male io.

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