Un po’ di deja-vu c’ĆØ. Sembra di essere tornati indietro a due mesi e mezzo fa, quando il Como perse a Napoli dopo una buona prestazione. Non abbastanza buona per fare punti, ma sufficiente per far sorridere un po’ troppo la piazza e la stampa. Ricordate? Passammo tutta la successiva sosta a decantare il gioco di Fabregas e a vagheggiare su possibili ambizioni di classifica. Oggi la storia si ripete. Certo, con qualche differenza. Al Maradona tenemmo molto più il pallino del gioco in mano rispetto a ieri sera, ma questo dipende anche dalle due avversarie con Conte che, a differenza di Inzaghi, non si fa scrupoli a rintanarsi nella propria area giocando al gatto col topo. Però sfumature a parte il discorso ĆØ lo stesso: sia il Napoli che l’Inter ci hanno fatto annusare il pareggio, ci hanno tenuto a bagnomaria, hanno anche sofferto il nostro gioco soprattutto nel primo tempo, ma alla fine hanno vinto da grandi squadre con due reti di vantaggio.
Ha senso parlarne perchĆ© dopo la trasferta all’ombra del Vesuvio arrivò una crisi di risultati che ci fece arrivare a quota 9 partite senza vincere. E forse anche l’eccessivo entusiasmo per quella che comunque fu una sconfitta non aiutò. Ma stiamo tranquilli, come ce ne accorgiamo noi se ne accorgerĆ anche Fabregas. Che sta crescendo a vista d’occhio nella gestione di questo gruppo e sicuramente troncherĆ di netto il deja-vu tenendo la squadra sul pezzo.
Il Como a San Siro ha fatto quel che doveva fare: ha sorpreso Inzaghi con uno schieramento diverso (ne parleremo), ha provato a non prendere gol e una volta bucata la porta di Reina è comunque rimasto in partita creando qualche grattacapo ai nerazzurri. Tutti aspetti positivi che ci portiamo dietro. Dopodiché dobbiamo pur sempre registrare uno 0-2 che ci lascia sereni ma non certo felici e strombazzanti. Dobbiamo crescere tanto.



