Alla Domenica Sportiva di ieri sera c’è stata un’ampia parentesi dedicata al Como.
Il mai banale Adriano Panatta, ex tennista e appassionato di calcio, dà una chiave di lettura interessante per descrivere la grande stagione biancoblu: «Io seguo attentamente il Como, gioca benissimo. Si vede che si divertono giocando. Mi chiedo: che età media hanno? Che ingaggio medio hanno? Secondo me non sono ancora “guasti”. Hanno fame. Non è gente che prende 7 milioni l’anno e gioca quando gli va oppure si fa sempre male. Forse è questo il segreto, oltre a Fabregas che li guida e che è un grande allenatore».
Lele Adani, ospite in studio, ha risposto facendo giustamente notare che nelle grandi d’Europa ci sono tanti giocatori che prendono ingaggi faraonici, eppure non vanno piano. Certamente però la fame è un tratto distintivo di questa squadra. E la sensazione è che spesso siano i ragazzi meno affermati a trascinare i più esperti.
Lo stesso Adani ha fatto vedere alcune azioni di Como-Pisa, mostrando la velocità delle ripartenze (impressionante soprattutto Douvikas), i contrasti, la pressione nella metà campo avversaria, l’imbucata di Caqueret per Moreno sul 4-0. “Il Como è un esempio, ti fa capire qual è la strada. Non può essere antipatico solo perché ti dà fastidio perché va in Champions al posto delle grandi. Per ridurre il gap con l’Inter servirà alzare ancora la qualità“, ha spiegato l’ex difensore del Brescia. Ciccio Graziani ha espresso concetti sulla stessa falsariga di quelli già pronunciati settimana scorsa nell’intervista esclusiva ai nostri microfoni.

