Paolo Maggioni porta il Como alla Domenica Sportiva: «Fabregas? Un pozzo di cultura»

Il nuovo conduttore della storica trasmissione Rai racconta il suo legame con la città lariana, il giudizio sul progetto del Como e l’ammirazione per Fabregas e Nico Paz.

Paolo Maggioni, 42 anni, milanese, lunga carriera in Rai ma finora lontano dal settore sportivo, è l’uomo scelto per dare nuovo slancio alla Domenica Sportiva. Intervistato da La Provincia, il giornalista ha esordito con un auspicio ben preciso: «Sarebbe bello avere Cesc al nostro tavolo, è un personaggio sicuramente interessante». Una dichiarazione che anticipa il suo entusiasmo verso la storia recente del Como.

Il legame con Como nasce anni fa

Maggioni spiega che la città non è affatto un territorio sconosciuto: «Nel 2016 venni a Como a seguire le giornate dei migranti che cercavano di andare in Svizzera», racconta. Quei giorni lo portarono alla scrittura del suo primo noir, La calda estate del Commissario Casablanca, ambientato proprio sul Lario. «La storia nacque da un episodio drammatico: un migrante che muore sul tetto di un treno mentre tenta di attraversare il confine», ricorda il giornalista.

Sulle tracce di Gigi Meroni

Il suo rapporto con Como si consolidò ulteriormente l’anno dopo: «Nel 2017 ho passato una giornata sulle tracce di Gigi Meroni, nei suoi luoghi, per un servizio sui 50 anni dalla sua scomparsa». Un lavoro che gli permise di comprendere ancora di più l’identità calcistica e culturale della città.

Cosa pensa la DS del Como?

Alla domanda su cosa si dica negli studi della Domenica Sportiva a proposito dei biancoblù, Maggioni risponde senza esitazioni: «Ne siamo tutti molto colpiti». Il primo aspetto che cattura l’attenzione è quello societario: «Da fuori sembra una proprietà integrata nel tessuto cittadino. Una società che si muove con circospezione, chiede permesso, interpreta il sentimento dei tifosi e dei cittadini». Per Maggioni, il Como di oggi «trasmette un progetto armonico, convincente, diverso da tanti altri».

Fabregas e l’identità tecnica del Como

L’altro tema è naturalmente tecnico. «La cosa più affascinante», spiega il giornalista, «è la capacità di creare uno stile riconoscibile, che per una provinciale non è affatto semplice». L’analisi è dettagliata: «Vedo intensità italiana, cultura sugli esterni molto verticale e possesso palla spagnolo. È un mix di tante culture diverse». Un’identità che per Maggioni riflette direttamente la figura dell’allenatore: «Fabregas sembra un pozzo di cultura, e lo trasmette anche nel calcio che fa». Arriva poi una citazione significativa: «Come diceva Mourinho: se sai solo di calcio, non sai nulla di calcio. La mente aperta è fondamentale».

Sogno ospite e futuro di Nico Paz

Sul possibile invito a Fabregas in trasmissione, Maggioni conferma: «Ci piacerebbe molto, è un personaggio molto interessante anche come oratore».

E non manca un passaggio dedicato a Nico Paz: «Mi sono innamorato di lui nell’azione del gol alla Juve. Tocchi ripetuti col piede sinistro, come i giocatori antichi. Uno spettacolo». È proprio il trattenere questi protagonisti, secondo Maggioni, ad aver dato forza al progetto lariano: «Aver trattenuto lui e aver trattenuto Fabregas sono stati due gesti non banali».

Un pensiero per Gigi Meroni

Il giornalista chiude con un’immagine romantica: «Con questa società, Gigi Meroni avrebbe giocato più a lungo nella squadra della sua città. Mi piace pensare così».

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