Quando sabato scorso si è capito che Maximo Perrone non avrebbe potuto continuare la partita, tutti noi abbiamo pensato a un ingresso di Sergi Roberto. Poi i tifosi con la memoria migliore si sono ricordati che il catalano aveva giocato 70′ pochi giorni prima: per la sua tenuta fisica sarebbe stato rischioso inserirlo al 30′ a Cagliari. “Allora entrerà Caqueret”, avrà concluso qualcuno. Non avremmo mai pensato che la scelta ricadesse su Vojvoda. Invece è stato così.
Quando c’era da difendere, avevamo uno schieramento a cinque con Van der Brempt braccetto e Vojvoda terzino. Ma più spesso sia il belga che il kosovaro presidiavano la fascia, Nico Paz occupava la sua classica posizione da trequartista e ad arretrare sulla stessa linea di Da Cunha è stato Martin Baturina. La heat map Sofascore del croato rende l’idea di quante porzioni di campo abbia occupato sabato.

A destra, a sinistra, al centro, alto, basso: l’abbiamo visto ovunque. Ma lui che è n°10 di natura e che quest’anno ha imparato a fare l’11 a modo suo, dal 35′ in poi ha fatto il n°8 con licenza di proporsi. L’avevamo già visto in quel ruolo in alcuni specifici frangenti, ma mai per così tanti minuti. E anche da centrocampista più arretrato se l’è cavata bene, assicurando qualità e anche contributi difensivi.

