Milan-Como a Perth? I colleghi di Radio Sportiva hanno intervistato uno che in Australia ci ha giocato: Fabio Vignaroli, che tra l’altro ĆØ anche un ex lariano, cresciuto nel vivaio biancoblu, fino ad arrivare a 88 presenze a metĆ anni ’90. L’ex calciatore si ĆØ espresso cosƬ sul tema: “La cultura australiana ĆØ più improntata su altri sport come il rugby. Ci sono tantissimi italiani, ĆØ un paese meraviglioso dove sono stato benissimo. Il movimento calcistico locale va nella direzione del miglioramento; non capisco però verso quale direzione stia andando il nostro, di movimento. Dal loro punto di vista capisco l’approccio a questa questione, ma dal nostro punto di vista non capisco perchĆ© andare a giocare lƬ: sarĆ una cosa promozionale. Il Como ha una proprietĆ indonesiana e quindi ha qualche attinenza con la zona“.
L’ipotesi lascia perplesso l’ex Salernitana e Modena: “I giocatori sono dei dipendenti, di lusso, e giocano a calcio. I maggiori problemi sono il numero di partite che si giocano e il numero di fusi orari che si attraversano: se dev’essere uno spettacolo sportivo, servono paletti anche a livello psicofisico e umano. Altrimenti tra poco giocheranno i robot. Si tiene poco presente la parte psicologica e umana dei ragazzi. Stiamo tutti cambiando mentalitĆ , abituandoci anche a scelte economiche come quelle di chi va in Arabia, però bisogna vedere cosa lasceremo al calcio del futuro“.
Gli ĆØ stato chiesto anche un commento sul Como di oggi: “Quando io ero lƬ c’era ancora Favini. Si tiravano su i ragazzi del settore giovanile con certi valori. La proprietĆ di questo Como ĆØ molto ricca e può permettersi di tralasciare delle cose e comprarsele. Inizialmente hanno fatto investimenti oculati, ora si stanno allargando. L’altro lato della medaglia ĆØ che ci sono sempre meno proprietĆ italiane, idee italiane e giocatori italiani“.



