Continua a crescere il malcontento dei tifosi italiani per la decisione di disputare la sfida di Serie A tra Milan e Como a Perth, in Australia. Dopo le proteste delle curve di diverse città, anche i Boys gialloblù del Parma hanno voluto esprimere il proprio dissenso in modo chiaro e diretto.
Durante la gara disputata al Tardini, è apparso uno striscione che non ha lasciato spazio a interpretazioni: «Koala, canguri, serpenti velenosi. No alla Serie A in Australia. Il calcio è della gente». Un messaggio ironico ma dal tono fermo, che sintetizza il rifiuto dei tifosi verso quella che viene percepita come una commercializzazione eccessiva del calcio italiano.
La scelta di esporre lo striscione proprio in occasione del match contro il Milan non è casuale. I rossoneri, infatti, sono una delle due società – insieme al Como – che hanno approvato e sostenuto l’idea di portare la partita a Perth. L’iniziativa, promossa per promuovere l’immagine della Serie A all’estero e aprire nuovi mercati, ha però trovato l’opposizione di gran parte del tifo organizzato.
Molti sostenitori ritengono che una partita ufficiale di campionato disputata a migliaia di chilometri di distanza vada contro la tradizione popolare e territoriale del calcio italiano. Il concetto espresso dallo striscione dei Boys – “Il calcio è della gente” – è diventato in pochi giorni lo slogan di una protesta che unisce tifoserie di squadre rivali.
Anche in altre città sono comparsi messaggi analoghi, segno di un malessere diffuso nei confronti delle decisioni prese ai vertici del calcio nazionale. Le curve temono che questo sia solo il primo passo verso una delocalizzazione sistematica delle partite, sull’esempio di quanto accade in altri campionati internazionali, dove le logiche di marketing hanno ormai superato quelle sportive.
La Lega Serie A, dal canto suo, difende la scelta sostenendo che l’evento rappresenti un’occasione di crescita per l’intero movimento, un modo per esportare il marchio del campionato e ampliare il pubblico globale. Tuttavia, l’opposizione delle tifoserie resta compatta e rumorosa, soprattutto per l’impatto simbolico e logistico che la decisione comporta.
Il messaggio dei tifosi del Parma al Tardini si inserisce così in un contesto di contestazione nazionale, che sembra destinato a proseguire nelle prossime settimane. La frattura tra calcio di vertice e base popolare si fa sempre più profonda, e la vicenda di Milan-Como a Perth rischia di diventare un caso emblematico di come gli interessi economici stiano ridisegnando la geografia del pallone italiano.


Hanno fatto più striscioni quelli del parma che tutte le altre squadre.