Martedì prossimo i tifosi del Como potranno rivivere uno dei momenti più emozionanti della loro storia, grazie a un’affascinante coincidenza che affiora dal passato. I colleghi de La Provincia hanno ripercorso l’ultima volta che il Como raggiunse i quarti di finale di Coppa Italia, quarant’anni fa, quando la squadra di allora eliminò un Verona campione d’Italia, proprio come accade oggi con il Napoli di Antonio Conte, campione in carica dopo aver vinto lo scudetto la scorsa stagione. Un parallelo che non può passare inosservato, soprattutto per i tifosi più nostalgici.
La sfida al Verona: una vittoria indimenticabile
Quarant’anni fa, il Como affrontava il Verona di Osvaldo Bagnoli, una squadra temibile reduce dalla vittoria dello scudetto nell’85 da vera e proprio “underdog“. La sfida si presentava ardua, ma la squadra allenata da Giancarlo Cadè non si fece intimidire. Dopo aver perso 2-1 a Verona, il Como ribaltò il risultato con un 3-1 spettacolare al Sinigaglia, grazie a una doppietta di Stefano Borgonovo (nella foto, Ndr).
Quella partita, tra le più emozionanti nella storia del club, rappresenta un trionfo che ha segnato l’apice del cammino in Coppa Italia di quella stagione.
La magia della Coppa Italia degli Anni ’80
Ma quel trionfo contro il Verona non è solo una semplice vittoria, ma un pezzo di storia del Como. Negli anni ’80, la Coppa Italia era ben più di una serie di partite secche: il torneo prevedeva un cammino lungo e impegnativo, con gironi e scontri a eliminazione diretta.
Per arrivare a quel quarto di finale con il Verona, il Como aveva già disputato sette partite, tra cui un doppio confronto epico con la Juventus, che vinse poi lo Scudetto. L’andata contro la “Vecchia Signora“, giocata sotto una fitta nevicata, è ancora una delle partite più iconiche della storia del club, con il Como che vinse 1-0 grazie a un gol di Corneliusson.
Al “Sinigaglia” sostenuti da un tifo da brividi
Il ritorno al Sinigaglia per il quarto di finale contro il Verona fu un momento di pura passione calcistica. Il clima allo stadio era infuocato, con una curva che non smise mai di spingere la squadra. Quel giorno, il Como non si limitò a vincere: annientò letteralmente il Verona, che uscì dalla partita con le ossa rotte, anche grazie all’espulsione di alcuni suoi giocatori. Dopo un pareggio iniziale, il Como prese il comando della gara, e la doppietta di Borgonovo fu il sigillo di una prestazione perfetta. “Verona distrutto dal Como“, fu uno dei titoli che caratterizzò il giorno dopo, e nessuno poté dimenticare quella vittoria che rimase impressa nella memoria collettiva dei tifosi.
Un destino incompleto e beffardo: una semifinale con sconfitta a tavolino
Quello che accadde dopo, però, è una delle pagine più amare della storia del club. Il Como approdò alla semifinale di Coppa Italia, ma la gara contro la Sampdoria fu poi persa a tavolino per una decisione controversa. Se non fosse stato per quell’episodio, la Coppa Italia sarebbe stata davvero alla portata del Como, e con essa una storica qualificazione alla Coppa delle Coppe, uno dei trofei europei più prestigiosi dell’epoca. Un sogno infranto, ma un capitolo che rimane comunque uno dei più significativi nella storia recente del club.
Il segno del destino?
Oggi, a quarant’anni di distanza, il Como si ritrova di nuovo nei quarti di finale di Coppa Italia, con una squadra che, pur cambiata, conserva la stessa voglia di riscatto e di gloria. E se fosse un segno del destino che la storia si ripeta? Chissà, se questo nuovo cammino in Coppa Italia portasse davvero la squadra a scrivere nuove pagine di gloria, come accadde allora, senza la sfortuna che fermò la corsa verso la Coppa delle Coppe. Il destino, del resto, si sa è imprevedibile…


Giancarlo Cadè????