Nel documentario di Cronache di Spogliatoio hanno preso la parola anche Jacobo Ramon e Mattia Liberali.
Il difensore spagnolo ha parlato di Fabregas…
“Da spagnolo l’ho visto vincere il Mondiale, quindi quando mi ha parlato… Mi ha spiegato la proiezione del club, il progetto, ma nessuno pensava che sarebbe stato così veloce. Neanch’io mi aspettavo un livello così alto, venivo dalla terza divisione spagnola. Lui aveva tanta ambizione e tanta fiducia in noi. Grazie a lui siamo la squadra che siamo e vogliamo diventare anche più forti. Io cerco sempre di lavorare e giocare, ci sono tanti aspetti che voglio migliorare. Devo lavorare tanto, quello che ho fatto dall’inizio da quando sono arrivato”.
…e anche di Morata
“Tutti possono parlarne, se ha fatto più o meno gol. Per noi, per me era il leader della squadra. Aiutava tutti, me per primo. Prima della partita veniva sempre a dirmi ‘conosco questo attaccante, fai questo e questo’. Per me era una forza incredibile. Non ha giocato tanto, ma aiutava, era il primo ad arrivare all’allenamento. Vedere questo da uno che ha vinto tanto come lui è un’ambizione in più per noi. Ha lasciato un’impronta nello spogliatoio e per questo in tanti eravamo tristi quand’è andato via”.
Le parole di Mattia Liberali, tra giovani e arte

“Sicuramente qua ci sono un sacco di giovani, di giocatori che possono crescere tanto e non guardano molto all’età. Amo disegnare su tela, mi piace la street art. Ho fatto un Banksy per mia nonna. Non cerco il miglior disegno possibile, ma di isolarmi. Mi piace per questo. Mi piace lo stile street, non cerco il punto di vista tecnico ma il concetto e il significato. Il disegno mi aiuta a staccare e prendermi il mio tempo. Per un calciatore è fondamentale dividere la vita”.




