A livello di spettacolo, la partita di ieri sera ha deluso molti. Compreso Arrigo Sacchi, che dalle colonne della Gazzetta dello Sport si è espresso così: «Mi aspettavo molto di più. Sia dal Como di Fabregas sia dall’Inter di Chivu. Ho visto la partita di fianco a un mio amico che per tutta la vita ha lavorato come ragioniere in banca. Sapete che cosa mi ha detto alla fine? “Avranno fatto i calcoli e avranno pensato soprattutto alla partita di ritorno”. Verità, ma io gli ho risposto: “Questi ragionamenti funzionano in banca, ma non è così che s’interpreta il calcio. Il calcio è aggressione, fame, sacrificio, continua ricerca del gol, e invece…”. Invece siamo qui a commentare una prestazione scialba, con pochissime occasioni, con pochi spunti da ricordare e con tanta, tantissima prudenza tattica che, alla lunga, non fa il bene dello spettatore. Lo 0-0 non fa una piega, è giustissimo: nessuna delle due squadre è stata superiore all’altra e non ha mai (o quasi mai) creato i presupposti per metterla al tappeto».
L’ex CT della Nazionale mette nel mirino l’atteggiamento delle due squadre: «Si è cercato prima di tutto di non subire e poi di contrattaccare. Si è comportato così il Como e si è comportata così l’Inter. Mi ha stupito la squadra di Fabregas che, finora, si è fatta apprezzare per la spregiudicatezza e per il desiderio di dominare l’avversario. Niente bollicine, invece. L’Inter, che ha lo scudetto praticamente in tasca e soltanto se si addormenta può perderlo (ha dieci punti di vantaggio sul Milan), è una formazione che fa della solidità e delle verticalizzazioni i punti di forza. La solidità, specialmente in fase di non possesso si è vista, anche se il Como un paio di volte ha spaventato il portiere Martinez, ma le verticalizzazioni sono completamente mancate. Per essere positivi, mettiamola così: Como e Inter si sono risparmiati in vista del ritorno, soprattutto i nerazzurri che domenica sera sono attesi dal derby di San Siro, quando il Milan avrà l’ultima carta da giocare per complicare i piani di Chivu».
Opinione parzialmente condivisibile quella del tecnico di Fusignano. Il Como nel primo tempo ci ha provato, nella ripresa (dal 50′ in poi) assolutamente no. Una strategia difficilmente comprensibile visto che si giocava al Sinigaglia contro un’Inter infarcita di riserve.





Dopo aver preso 4 pere ilmister ha cambiato modulo ed e’ stato piu’ coperto..
Ha parlato il santone di Mediaset . Hai vinto coppe perché il berlusca ti metteva a disposizione uno squadrone che era più difficile sbagliare che vincere . Non perché eri tu il fenomeno
Chissenefrega di Sacchi
Il Como ai punti avrebbe vinto, 2 gol mancati da Voyvoda e Valle.
MA VAI A GUARDARE IL MILAN ALLORA…..
Purtroppo è vero perché a Milano sarà tutta un’ altra squadra….il Como doveva giocarsela ieri e fare i calcoli il 22 aprile